Gioco
Addio Enrico Fiorillo una vita intera nella ditta di famiglia
Aveva 86 anni, morto in casa stroncato da un infarto Da giovane era stato campione di scherma e di fioretto
LIVORNO. Enrico Fiorillo aveva 86 anni, tre in meno della ditta di famiglia nella quale è cresciuto in tutti i sensi. Figlio di Giuseppe e nipote di Enrico, suo nonno e fondatore dell’omonima azienda di forniture industriale e navali, Fiorillo è morto ieri pomeriggio nella sua abitazione in corso Mazzini, a pochi passi dalla ditta. L’ha ucciso un infarto: soffriva di cuore e quindici giorni fa era stato ricoverato in ospedale. Ma per il resto Enrico Fiorillo stava bene. Era molto attivo nella vita di famiglia e soprattutto era un instancabile lavoratore. Nonostante l’età infatti, fino alla scorsa settimana, aveva continuato ad andare nel negozio, in corso Mazzini 247. Amava stare a contatto con il pubblico tanto che stava sempre in magazzino, dove poteva servire i clienti personalmente.
Ieri pomeriggio era in casa con la moglie Edda Malacarne quando ha avuto un malore. Purtroppo, nonostante i soccorsi, per lui non c’è stato niente da fare. I familiari hanno allestito in casa la camera ardente da dove oggi nel primo pomeriggio partirà il corteo funebre per il funerale, che sarà celebrato alle 15 alla chiesa dei Cappuccini, che era la sua parrocchia. Tra pochi giorni, il primo maggio Enrico ed Edda avrebbero festeggiato 45 anni di matrimonio. Una felice vita insieme coronata 40 anni fa dalla nascita di Giuseppe. Un nome non casuale, visto che suo nonno, padre dell’imprenditore scomparso ieri, si chiamava proprio Giuseppe, secondo la tradizione di famiglia.
Ora sarà proprio il figlio a gestire l’eredità paterna in casa ma soprattutto nel lavoro.
Enrico Fiorillo aveva respirato in casa l’aria imprenditoriale legata alla grande azienda di famiglia già da ragazzo. Ha sempre lavorato col padre e poi da adulto era diventato vicepresidente della Fiorillo Srl. Grazie all’attenta gestione familiare, la ditta è diventata leader nel settore nelle forniture navali e industriali: tra i clienti ci sono compagnie come la Moby e la Toremar e tra gli stabilimenti l’Eni e la Solvay.
Chi lo conosceva bene racconta che il lavoro e la famiglia erano le sue passioni. Ma non solo: Enrico Fiorillo era anche un grande sportivo ed è stato un atleta di successo. Nel 1948 è stato campione toscano assoluto di scherma; nel 1952 è stato sul podio come campione universitario di fioretto e nel 1995 anni dopo è stato insignito della stella d’oro al merito sportivo.
Inoltre, per 40 anni è stato presidente regionale del Coni per la Scherma. Apprezzato e stimato anche in questo ambito, ha continuato a seguire il suo sport del cuore fino alla fine. La sua carriera e l’impegno gli hanno permesso nel 1973 di ricevere il prestigioso riconoscimento di cavaliere della Repubblica.
La sua scomparsa lascia un vuoto grande in famiglia come nell’azienda dove lavorano i suoi parenti insieme ad altri dipendenti esterni, in tutto dieci persone.
Tra questi il cugino Roberto a cui era molto legato. «Enrico era una persona speciale -dice il cugino - un uomo molto tranquillo, gioviale e un grande lavoratore che ha partecipato attivamente alla vita dell’azienda, senza comunque mai trascurare la famiglia».
Oggi dopo il funerale, la salma sarà trasferita al cimitero della Misericordia per la tumulazione.
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