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Livorno

Dal basket alle cene di lusso le mille passioni di “Beppe”

Dal basket alle cene di lusso le mille passioni di “Beppe”

Giuseppe “Beppe” Doveri è un appassionato della bella vita che siano auto di lusso meglio se con i vetri scuri, vestiti, oppure la buona tavola, debolezza a cui non sa resistere. La villa...

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LIVORNO. Giuseppe “Beppe” Doveri è un appassionato della bella vita che siano auto di lusso meglio se con i vetri scuri, vestiti, oppure la buona tavola, debolezza a cui non sa resistere.

La villa bianca costruita una quindicina di anni fa in via Montebello sui resti di un vecchio rudere e trasformata in una reggia con piscina sul lato che guarda villa Mimbelli, ne è forse la rappresentazione più alta.

«Appena costruita – ricordano i vicini – fece incidere le lettere D e G sul cancello, prima di cambiarne l’ordine mettendo il nome e poi il cognome».

L’essenza del suo stile di vita, tra la Milano da bere e Amici miei, ha attraversato i decenni e in lui, come in altri imprenditori labronici che si possono dire arrivati, ha trovato un modello e un punto di riferimento per chi iniziava e sognava il successo della ribalta.

Dell’imprenditore che ha cavalcato gli anni Ottanta tra mattone e turismo, sono rimaste celebri, soprattutto per gli appassionati di basket, le invettive contro gli arbitri al vecchio palasport di via Allende quando in campo scendeva la Pallacanestro Livorno.

«Iniziava a battere la mano sopra i cartelloni pubblicitari alla palla a due e andava avanti per quaranta minuti». Celebri i faccia a faccia con coach e le tifoserie avversarie.

Un personaggio, in ogni caso, sempre al centro, forse perché è difficile non notarlo in mezzo alla gente con quei capelli storicamente lunghi, già bianchi quando la televisione era appena diventata a colori. «Una persona che in compagnia dà il meglio di sé», racconta chi lo conosce e lo apprezza.

Non solo gioie e zingarate nella vita dell’imprenditore che quattro anni ha perso la moglie strappata alla vita da un male che ha combattuto con coraggio.

Nel 2011 un altro colpo nella vita personale di Doveri. Quella volta come oggi è un’inchiesta giudiziaria a scuoterne la vita. Il suo nome, infatti, viene accostato al presunto sodalizio criminale tra pubblici ufficiali e imprenditori, volto - secondo le accuse - a favorire accordi ed affari, che si sarebbe impiantato tra Livorno, Cecina, Castiglioncello, Castagneto Carducci, Donoratico e San Vincenzo.

Tra gli imputati ci sono nomi importanti tra pubblici ufficiali, rappresentanti della politica e dell’imprenditoria provinciale come l'ex vice comandante del nucleo della tributaria della Guardia di Finanza di Livorno, Giovanni Bello. E ancora, dell'ex comandante della Finanza di Castiglionecllo, Paolo Mori, ma anche l'ex questore di Livorno, Cristofaro La Corte e l'ex presidente della Porto 2000, Bruno Lenzi.

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