Il Tirreno

Livorno

Costa concordia

Concordia, per ora nessuna decisione Rossi: ok per Livorno

di Mauro Zucchelli

Il governatore mostra ottimismo dopo il summit di ieri E intanto scendono in campo anche Piombino e Carrara

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Nemmeno dal summit serale a Roma è arrivata l’ultima parola sul destino della Costa Concordia: non è ancora stato deciso definitivamente in quale porto andrà il relitto. Come dire: non è in discesa la strada per la soluzione immaginata dalll’alleanza Titan-Micoperi risultata vincitrice dell’appalto nella “finalissima” con i livornesi dell’impresa Neri e gli olandesi dI Smit (che stanno ultimando il recupero dei detriti fuoriusciti dalla nave naufragata): l’équipe statunintense-ravennate aveva fatto conto, a quanto è dato sapere, di piazzaare a Civitavecchia la base logistica e a Palermo il bacino per l’intervento sullo scafo.

Da questa mezza frenata il governatore Enrico Rossi trae motivo di ottimismo nella sua battaglia per far restare in Toscana il lavoro sulla carcassa della nave finita sugli scogli del Giglio a gennaio.

«Esco ora dall'incontro sulla Costa Concordia a Roma. L'incontro è stato positivo», è il post che il presidente della Regione mette sulla sua pagina Facebook poco dopo le 22. «Nei prossimi giorni – aggiunge – discuteremo con i sindaci le modalità con cui la Toscana parteciperà alle operazioni di rimozione e di smatellamento della Costa Concordia. Può essere un'opportunità di lavoro per il porto di Piombino, di Livorno e per i Nca e per la carpenteria della Toscana. Anche i nostri settori della ricerca saranno coinvolti...».

Già, perché la questione non è più solo Livorno sì-Livorno no: nella giornata di ieri si sono a Piombino susseguiti i contatti per verificare la possibilità di installare in zona il campo base delle squadre di tecnici e operai che lavoreranno nella prima fase al Giglio per togliere la nave da lì e metterla in galleggiamento. Già da giorni è nel mazzo delle proposte l’intervento dei Nuovi Cantieri Apuani per realizzare le grandi opere di carpenteria sub previste da Titan.

Piombino e Carrara sono gli altri petali nella “margherita” toscana che Rossi mette in campo sul fronte della Concordia: potrebbero essere l’uno o l’altra il “contentino” che Roma e gli americani dànno al governatore che chiede lavoro per la Toscana?

In realtà, c’è un altro aspetto da non sottovalutare. Il progetto Titan-Micoperi punta a far rigalleggiare solo a metà il relitto, che dunque resterebbe parzialmente sott’acqua: questo porterebbe a un pescaggio maggiore, richiedendo al bacino prescelto un fondale più profondo. Più di 18 metri contro i 12-13 di Livorno.

La mancanza di una scelta definitiva già ieri è stata colta, almeno nell’entourage del governatore, come la disponibilità di Titan-Micoperi (e delle autorità italiane che dovranno autorizzare il trasferimento della nave) a verificare se si può ritoccare il progetto. Come? Per scegliere Livorno bisognerebbe che il rigalleggiamento fosse spinto un po’ più in alto, dunque rendendo sufficienti fondali meno profondi. E intanto l’Authority manda segnali: è un problema risolvibile. Anzi, già praticamente superato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

ALTRO SERVIZIO A PAG. 11

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web