Il dolore
Il marinaio e il mare
...
Io, marinaio d'acqua dolce e capitano di un veliero che ha percorso i sette mari, vi racconterò una delle mie impavide e pericolose avventure.
Era una nuvolosa giornata d'inverno e io e i miei marinai, salpando per mari sconosciuti, iniziammo il nostro viaggio.
Subito dopo essere partiti ci imbattemmo in una tempesta ed io, preoccupato, salii al timone per dirigere il mio veliero e per dare gli ordini ai mie marinai: facevo di tutto per mantenere la calma e tenere i nervi saldi; senza farmi prendere dal panico o dalla paura.
Ordinai di bordare le vele, sperando che il vento ci aiutasse a salvarci, però il gabbiere, dopo che la nave si era scontrata con un'onda devastante, perse i sensi e svenne. Io mi misi subito al suo posto, tenendo saldo il cavo delle vele principali per non farle piegare o addirittura strappare. Però una vela si piegò, ma io, con un colpo da vero capitano, diedi uno strattone alla scotta, con tutte le forze che mi erano rimaste in corpo, e riuscii a rispiegare la vela madre.
Per nostra fortuna la tempesta cessò e noi ci ritrovammo in alto mare con due feriti e il gabbiere che stava rinvenendo; dopo che si fu ripreso, gli restituii il comando delle vele e tornai al mio posto al timone. Da lì iniziai di nuovo a dare gli ordini.
Fortunatamente non c'erano gravi danni e le vele erano a posto;
proprio in quel momento si stava alzando un lieve maestrale. Subito ordinai d stendere tutte le vele, queste si gonfiarono e noi arrivammo sani e salvi a riva. Prima di tutto feci scendere, assisti da altri marinai, i due feriti che vennero portati subito in infermeria per essere curati.
Io e il resto dell'equipaggio, mentre i due marinai erano a curarsi, iniziammo subito a caricare nuovamente il veliero per ripartire per un'altra appassionante avventura.
Provincia: Livorno
Comune: Livorno
Scuola: A. Guardi
Cristian Conti
Classe: III A/R
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