Il Tirreno

Livorno

Cosimi promette: «Già troppe tasse, niente Imu-bis»

di Alessandro Guarducci
Cosimi promette: «Già troppe tasse, niente Imu-bis»

Per il sindaco, l’imposta di scopo può essere applicata solo se c’è un contratto con i cittadini su un’opera specifica

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Potrebbe esserci una nuova stangata sulla casa oltre all'Imu già entrata in vigore (aliquota 4 per mille sull’abitazione principale, del 7,6 per mille su tutte gli altri immobili). Ai sindaci sarebbe infatti data la possibilità, con le nuove norme sulla semplificazione, di adottare la nuova disciplina della tassa di scopo , una sorta di Imu-bis visto che avrebbe la stessa base imponibile e di calcolo.

L’emendamento approvato nei giorni scorsi prevede, o almeno così pare, la possibilità di applicare l’aliquota del 5 per mille su tutti gli edifici (prima casa compresa) e l’introito dovrebbe servire ai Comuni per finanziare il 100% delle opere pubbliche.

Ma i livornesi, molto probabilmente, non dovranno fare i conti con l’Imu bis. La nuova tassa, infatti, non piace ad Alessandro Cosimi, che pertanto non sembra intenzionato ad applicarla.

«Intanto dobbiamo studiare cos'è e come si applica - dice il sindaco - Di certo c’è che non è possibile continuare a inasprire la pressione fiscale attraverso i Comuni».

Insomma, le voci che arrivano da Roma - seppur precisate dal Governo nella giornata di ieri - preoccupano, e parecchio, Cosimi: «Prima ci è stata tolta la possibilità di determinare le aliquote sull’Imu, e di conseguenza è stata limitata la nostra autonomia . Ora ci viene detto di agire con una sorta di rivisitazione della tassa di scopo. Ma questa può funzionare solo stipulando un contratto con i cittadini per un intervento straordinario, non può essere il modo per continuare ad ampliare la pressione sui contribuenti».

Cosimi, al riguardo, fa un esempio: «Se decidessimo di restaurare le Terme del Corallo e i cittadini si dichiarassero d’accordo, potremmo applicare una tassa a questo preciso scopo di pochi euro a testa in attesa di ottenere i finanziamenti europei. Altro discorso, invece, è imporre una ulteriore tassa sulla casa per finanziare interventi standard. Questo può andare a vantaggio solo di quei Comuni che, a differenza di Livorno, hanno deficit nei servizi: l’Imu-bis, per esempio, non dovrebbe servire a ristrutturare le scuole materne che è un’attività normale per noi».

Insomma, pare proprio di capire che il sindaco non intenda prendere in considerazione questa opzione concessa dal Governo (ma a quanto pare, già Prodi e Berlusconi l’avevano prevista in passato a proposito dell’Ici).

«Non possiamo continuare a espandere la pressione fiscale, senza discutere la riduzione della spesa - sottolinea Cosimi - Ecco perchè, secondo il mio parere, servono delle scelte che devono essere compiute e dalla politica: questa, non può essere una q uestione neutra».

Alessandro Cosimi appare anche preoccupato per quanto continuano a sostenere i vertici nazionali del Pdl, che a proposito di Imu parlano di tassa una tantum. «Comuni hanno l’obbligo della programmazione triennale - afferma - ma come possiamo fare a programmare senza sapere se l’Imu sarà in vigore solo quest’anno, come sostenuto dal Pdl, o se invece sarà applicata anche nei prossimi anni. Abbiamo bisogno di saperlo per far quadrare i nostri bilanci: non possiamo continuare a vivere alla giornata»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web