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Il relitto della Concordia verso Palermo, ma Rossi non demorde

Il relitto della Concordia verso Palermo, ma Rossi non demorde

Questa è la volontà della Titan, che ha vinto la gara d’appalto. Il governatore: il lavoro sia fatto a Livorno

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Sembra tramontare la possibilità che sia Livorno ad ospitare il relitto della Costa Concordia per lo smantellamento. Secondo quanto si apprende, infatti, gli americani della Titan, vincitori della gara d’appalto, sarebbero intenzionati a portare lo scafo verso il porto di Palermo dove - tra l’altro - opera il colosso pubblico Fincantieri, attualmente in gravi difficoltà.

Ma il governatore Enrico Rossi, che si era speso per la scelta di Livorno, non demorde: "Il lavoro (o almeno una sua parte) - ribadisce Rossi - deve rimanere in Toscana.  Costa Concordia ha scelto in piena autonomia un progetto diverso da quello presentato dagli imprenditori toscani, ma questo non deve diventare una penalizzazione del lavoro, delle potenzialità e delle competenze presenti in Toscana, che hanno già dato buona prova di sè nella fase dell’emergenza. Da questo punto di vista ho preso atto con soddifazione, nel corso della riunione che si é svolta oggi a Roma, della disponibilità di tutti a tenere nel massimo conto questa mia richiesta”.

E’ stata una riunione lunga. Altre ne seguiranno nei prossimi giorni. “Avevamo detto che non ci interessava la ditta che vinceva l’appalto, ma che ci interessava il miglior progetto – prosegue Rossi – e che il lavoro per quanto possibile dovesse restare in Toscana. L’abbiamo ripetuto anche stamani e dall’incontro è emerso un quadro positivo che va nella direzione da noi auspicata”. Il progetto prevede infatti massima attenzione per la salvaguardia dell’ambiente marino e l’impegno a riconsegnare l’isola del Giglio ai suoi abitanti e al turismo entro l’estate 2013.

“Il progetto prescelto risulterebbe anche il più costoso” annota Rossi. Nei prossimi giorni verrà effettuata una valutazione puntuale sotto il profilo dell’impatto ambientale, a cui parteciperanno anche i tecnici della regione Toscana. Se questa valutazione avrà esito positivo, i lavori per la rimozione della nave potranno appunto iniziare già a maggio. “Nel corso della riunione di oggi ho rappresentato con forza – sottolinea Rossi – la necessità che il mondo della lavoro della Toscana fosse pienamente coinvolto nella fase di preparazione dell’intervento necessario a rimettere in asse la nave, nella fase di trasporto e poi in quella di smantellamento o del recupero, che noi chiediamo avvenga nel porto di Livorno attrezzato per questo tipo di interventi: per una questione anche di buonsenso”. “Il trasporto del relitto sarà infatti lento – conclude il presidente – e la scelta del porto più vicino diventa quasi obbligata, per ridurre i rischi dovuti a possibili imprevisti o al mare mosso".

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