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Gestione Bacini: «Un’opportunità per risollevarsi dalla crisi»

Il presidente Marco Fiorillo sposa l’idea di Enrico Rossi: «Così si riducono anche i rischi per l’ambiente»

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Dopo l’intervento del governatore Enrico Rossi che ha chiesto che lo scafo della Costa Concordia venga smantellato a Livorno, sul tema interviene Marco Fiorillo, della “Gestione Bacini spa”.

«La Gestione Bacini non può che rallegrarsi - esordisce Fiorillo -. Tale suggestiva ipotesi infatti è la medesima che la stessa società, una realtà consolidata di ben 32 aziende livornesi operanti nell'indotto marittimo e nei servizi portuali, ha suggerito per prima alle Autorità competenti in materia. La candidatura, pur essendo stata avanzata sin dai primi giorni successivi al drammatico naufragio della nave da crociera, risulta al contrario quanto mai ponderata. A favore del prossimo trasferimento locale di questo gigante del mare, gioca infatti innanzitutto un ruolo fondamentale la componente geografica. Il viaggio breve in termini di miglia marine dall'isola del Giglio, permetterebbe di contenere al minimo i possibili rischi fisiologicamente connessi all'azione di un trasporto reso delicato dalle dimensioni ingenti e dall'ovvia precarietà delle condizioni nelle quali si trova la nave in questione. Anche grazie all'intervento pubblico di una voce illustre come quella del Presidente della Regione, prendiamo atto che la nostra ipotesi sta nutrendo riscontri positivi, sia dal mondo politico che da quello imprenditoriale».

Ma oltre all’aspetto ambientale ce n’è anche uno di carattere occupazionale: «Una serie di consensi che regala ulteriore linfa ad un'azione determinata ad ottenere una commessa che porterebbe con sé una ricaduta innegabilmente benefica sulla disastrosa situazione economica della nostra città. Come altrove e anche di più, il problema del lavoro a Livorno è divenuto una criticità primaria: tutti gli attori locali hanno il dovere morale di impegnarsi, al fine di regalare ossigeno prezioso a bilanci familiari ormai ridotti al fiato corto, valutando se sul piatto della bilancia la redditività deve risultare o meno prioritaria rispetto al fattore occupazione. Sin dalla sua nascita, la Gestione Bacini si è proposta all'attenzione delle Istituzioni per la campagna volta a favorire la riattivazione del comparto delle riparazioni navali in una città come la nostra ricca di tradizione in questo campo. Per evitare la scellerata dispersione di un immenso tesoro fatto di know how, risorse materiali ed umane e soprattutto possibilità per una crescita futura, la Gestione Bacini ha fatto leva sull'importanza di possedere fondamenta solide, basate su un'infrastruttura già esistente ed appetibile dai maggiori operatori del mercato. La città di Livorno ha in sé una grande potenzialità, sia per la presenza antropica di un bacino di tali dimensioni, sia per la competenza dei propri lavoratori specializzati nel settore marittimo».

Gestione Bacini - conclude Fiorillo - «si propone di eseguire quei lavori strettamente necessari per rendere il grande bacino in muratura agibile a ricevere la Concordia. Un intervento tecnico di ripristino che è già chiaro nel dettaglio: manutenzione sugli impianti di movimentazione della barca porta e verifica strutturale della stessa, pompe di esaurimento bacino e gru di servizio (90 tonnellate) a banchina. Una lista di compiti può venire completata al massimo nell'arco dei prossimi 5 mesi, con un costo complessivo inferiore al milione di euro. Un investimento irrisorio, se rapportato al ritorno in termini di marketing e al guadagno di credibilità e fiducia dei quali beneficerebbe il comparto marittimo della Toscana e in particolare di Livorno».

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