Lutto
Con le ramazze all’ex scalo San Marco
I residenti “armati” di scopa puliscono il quartiere come azione dimostrativa, ma il degrado dilaga. Appello alle Ferrovie
LIVORNO. Con la ramazza in mano, anche nei giorni di festa, a pulire, togliere le cartacce, eliminare le erbacce, mettere in ordine. Cercare di dare un volto più umano a una zona che di problemi ne ha da vendere. I residenti della ex stazione San Marco si rimboccano le maniche. E se la montagna non va da Maometto... È così che, applicando il motto “chi fa da sé fa per tre” (e spesso anche di più), nei giorni scorsi hanno imbracciato scope e rastrelli e hanno fatto pulizia. Esasperati dalla sporcizia. Un’azione dimostrativa che vuole dare alle Ferrovie un segnale preciso: la convivenza sempre più difficile verso un degrado che diventa ogni giorno più insopportabile.
Una trascuratezza che porta anche all’insediarsi, negli edifici abbandonati dell’ex scalo, di numerosi senza tetto. Per anni i residenti del complesso hanno convissuto con spacciatori soprattutto magrebini. Ultimamente la situazione, grazie alle retate e ai frequenti controlli delle forze dell’ordine, è molto migliorata. Permangono invece i furti di mezzi a due ruote, biciclette e soprattutto motorini. I residenti sono costretti a legarli.
«Siamo circondati dalla sporcizia - dice Rossella Roncucci, una delle promotrici della iniziativa di pulizia fai da te - E allora ci siamo organizzati per conto nostro. Ma è una goccia nel mare. E dopo due giorni la situazione è tornata come prima». Uno dei punti più critici sono le aiuole, dove si concentrano cumuli di rifiuti. Sacchi della spazzatura, bottiglie, resti di cibo e così via. Lì infatti, a quanto pare, i senza tetto che frequentano l’area abbandonano i resti dei loro pasti “on the road”. Nel mirino della protesta anche una fila di alberi inclinati e rovinati dal vento e non solo che rischiano di precipitare. Cade a pezzi anche la copertura di uno degli edifici delle Ferrovie, con lamiere al vento pericolose.
Un complesso grande oltre sette ettari, quello dell’ex stazione, che consta dell’edificio abitato da 22 famiglie, ma anche di caseggiati, binari e così via. Attualmente l’area non è più offerta ufficialmente in vendita ed è in corso un contenzioso tra le Ferrovie e le famiglie che, a fasi alterne, hanno sentito il sapore amore del rischio di vedersi sfrattate dall’oggi al domani. Negli ultimi anni il complesso è stato messo in vendita almeno due volte, nel 2008 e nel 2010. Ma poi le Ferrovie, anche in seguito alla protesta infuocata dei residenti, si sono tirati indietro. E a loro, ma soprattutto all’amministrazione, si rivolgono i residenti affinché l’area sia maggiormente monitorata e pulita.
Lara Loreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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