Sicurezza
«Case sfitte? È immorale» Giusti striglia i cattolici
Il vescovo all’incontro di IdeaLi con Fioroni chiama a raccolta e rilegge la dottrina sociale: «La proprietà privata non è un valore intoccabile»
LIVORNO. «Alla base della crisi che sta colpendo il nostro Paese c'è una visione sociale e del lavoro individualistica che punta al profitto e che ha la pretesa di abolire l'altro: bisogna invece collaborare per creare una società orientata al bene comune». Queste le parole del vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti, intervenuto ieri pomeriggio alla Camera di Commercio, durante l'incontro "Lavoro, welfare, volontariato: la risposta dei cattolici" organizzato dall'associazione IdeaLi.
Giusti non si è fermato qui e, nel corso del suo intervento, ha letto alcuni passi del Compendio della dottrina sociale della chiesa, relativi alla proprietà privata considerata una delle caratteristiche dell'individualismo. «La tradizione cristiana non ha mai riconosciuto il diritto alla proprietà privata come assoluto e intoccabile – dice il testo letto da monsignor Giusti – al contrario, essa l'ha sempre inteso nel più vasto contesto del comune diritto di tutti a usare i beni dell'intera creazione: il diritto della proprietà privata come subordinato al diritto dell'uso comune, alla destinazione universale dei beni».
«Pertanto – dice a sorpresa il vescovo – la proprietà privata e quella pubblica devono essere a disposizione dei cittadini: non è possibile lasciare una casa sfitta, se essa rimane tale, questo è da considerarsi immorale». Parole che non sono passate inosservate in un momento in cui la città vive una drammatica crisi sociale, con un quotidiano allarme sfratti e alloggi che non ci sono a fronte - come denunciato più volte anche dall’assessore al sociale, Gabriele Cantù - di migliaia di seconde case sfitte.
L’intervento di Giusti ha raccolto il favore degli altri invitati all'incontro: Beppe Fioroni, ex ministro della pubblica istruzione durante il governo Prodi, Marco Impagliazzo docente di storia contemporanea dell'Università per Stranieri di Perugia e presidente nazionale della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Olivero presidente nazionale Acli e portavoce del Forum terzo settore.
Sul tema del lavoro, altro argomento al centro dell'incontro, Giusti sottolinea il suo "no" all'apertura dei negozi nei giorni festivi e, anche in questo caso, cita un passo del Compendio: «Le autorità pubbliche hanno il dovere di vigilare affinché ai cittadini non sia sottratto, per motivi di produttività economica, un tempo destinato al riposo e al culto divino».
Ancora, in relazione all'occupazione esorta affinché «a ogni cittadino sia garantito il diritto al lavoro e a uno stipendio dignitoso, lo Stato deve promuovere politiche attive sul lavoro».
Per i giovani che non studiano e non lavorano la soluzione sarebbe, invece, «un anno passato a dare una mano nel volontariato, nel sociale, per fare lavori socialmente utili e magari creare una graduatoria per un possibile inserimento».
Puntare sul bene comune è l'esortazione che il vescovo rivolge ai tanti cittadini, agli iscritti all'associazione IdeaLi intervenuti all'incontro, ma soprattutto alla politica. «In un momento in cui la società punta solo al profitto che gioca sulla vita degli altri – chiude – chiedo alla classe intellettuale di ricordare parole antiche come bene comune che si affianca a famiglia, lavoro e solidarietà».
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