Il Tirreno

Livorno

Lotta al caporalato a Colle arriva la carovana

Domenica in piazza della Repubblica iniziative contro la mafie locali I sindacati: «Il regolamento edilizio eviti presenze malavitose nelle imprese»

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COLLESALVETTI. La Carovana Antimafia arriva a Collesalvetti e sarà presente domenica a partire dalle 16 in piazza della Repubblica.

L'iniziativa è promossa da Arci, Libera e Cgil ed è finalizzata a sensibilizzare la cittadinanza alla lotta contro la mafia. Il tutto nel quadro di una giornata dedicata alla solidarietà che già alle 11 vedrà l'inaugurazione in piazza Gramsci di un nuovo mezzo di soccorso della Pubblica Assistenza di Collesalvetti, ma pure alla cultura con l'apertura straordinaria dalle 15 alle 19 della Biblioteca e dalle 16 alle 19 della Pinacoteca, per poi concludersi alle 20 di nuovo con il tema della legalità con una cena presso il circolo Arci di Guasticce.

A presentare l'iniziativa sono intervenuti ieri mattina nella sala del consiglio comunale colligiano il sindaco Lorenzo Bacci, la vicepresidente dell’Arci livornese Cinzia Simoni, l'esponente della segreteria provinciale Cgil Franca Taddei e di Gianfranco Caroti del Sindacato Pensionati Italiano - Cgil di Colle.

Sensibilizzazione e relazione con gli abitanti del territorio è ciò che preme di più agli organizzatori, un concetto ribadito dalla Simoni che punta molto anche sull'educazione alla legalità verso i bambini. Per illustrare tutto questo è stata garantita la presenza anche di Alfio Foti, tra i fondatori della Carovana Antimafia.

Sulle questioni legalitarie si è dilungata maggiormente la sindacalista Taddei: «Come sindacato abbiamo sempre aderito, perché questo genere di iniziative portano sul territorio l'importanza del concetto di legalità e noi vogliamo porre l'accento sul caporalato e la questione degli appalti».

Non sfugge neanche il pericolo che la mafia in Toscana abbia messo su qualche radice e cita un esempio: «In regione ci sono sessantuno edifici confiscati alla malavita, ma si parla di procedure di quindici anni fa, quindi è ovvio pensare che questo numero sia destinato a crescere».

Approfondendo la questione delle infiltrazioni mafiose, il riferimento è legato al mondo dell'economia: «Bisogna fare in modo che il regolamento edilizio eviti presenze mafiose nelle imprese, che in genere comporta un deprezzamento degli appalti e l'avvento del caporalato verso la manodopera, spesso composta da immigrati clandestini».

L'appello alle istituzioni è quindi quello di «agire per evitare fenomeni mafiosi dovuti al ribasso eccessivo delle aste».

Lorenzo Corradi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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