Il Tirreno

Livorno

La navigazione nella storia

Leonardo Bonechi, Lorenzo Pagliai, Alessandro Messeri, Alessio Goricchi, Guglielmo Magistrali

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Le barche a vela o meglio la navigazione a vela risale agli albori della civiltà umana, infatti già storici greci narravano di competizioni con barche, contornate da musica e gare di nuoto. Oggi la vela ha come scopo principale la lotta alla pirateria che era presente già dal XVII secolo e che prendeva come bersagli per lo più marinai olandesi. Per rispondere a tali minacce questi svilupparono dei velieri veloci ed agili chiamati jachtschip i quali avevano il compito di inseguire e catturare i vascelli pirata. Risultando estremamente divertenti da condurre, queste agili imbarcazioni furono largamente usate anche a fini sportivi. Solo a metà del secolo XVII, il re Carlo II, nel corso del suo esilio in Olanda, scoprì queste barche olandesi e, quando fu restaurato al trono, ne portò con sé un esemplare in Inghilterra, favorendo così la diffusione dello sport della vela in tutto l'impero britannico. Dopo essere restaurato lui si costruì un suo jachtschip e lo condusse personalmente alla vittoria contro uno yacht olandese di proprietà del Duca di York. Si trattava della prima regata fra yacht condotti da timonieri non professionisti. Nel frattempo la parola di origine olandese "jacht" veniva anglicizzata nel termine "yacht" oggi largamente diffuso per indicare le imbarcazioni a vela. La prima competizione velica di flotta dell'era moderna fu la Cumberland Regata, inaugurata nel 1715, che si tiene ancora oggi. La prima competizione internazionale fu, nel 1851, la famosa Coppa America. Il primo club velico, il Water Club of the Cork Harbour, fu fondato all'insegna dell'esclusività, in Irlanda, nel 1720. Almeno inizialmente tuttavia i suoi membri non si dedicavano ad attività competitive, ma effettuavano manovre navali obbedendo agli ordini di un ammiraglio, trasmesse con le segnalazioni di uno sbandieratore , come una flotta militare. Gli yacht del tempo erano costruiti con materiali pesanti con prua di legnami massicci e poppe leggere. Si scoprì presto, tuttavia, che le chiglie e le strutture portanti erano inutilmente resistenti, e si cominciò a costruire imbarcazioni da regata molto più leggere. Inoltre si capì come rendere l'armo ad albero singolo più flessibile e adatto alle varie condizioni meteorologiche. Infine, poiché non era ancora stato introdotto il concetto del compenso, o handicap, e le imbarcazioni competevano in tempo reale, si tendeva a costruire yacht di generose dimensioni, per renderli più veloci. Fino al 1870, le competizioni veliche furono organizzate seguendo regole stabilite liberamente da ciascuno yacht club, ed ogni club era libero di modificare, interpretare e applicare le regole a piacimento. Nel giugno 1868 il Royal Victoria Yacht Club convocò il primo congresso velistico, che vide la partecipazione di 23 rappresentanti di 14 club. Il congresso si proponeva di sviluppare un nucleo condiviso di regole comuni, che venne effettivamente proposto l'anno seguente. Tuttavia, a causa delle aspre critiche ricevute, tale regolamento non venne mai adottato. Il periodo tra il 1870-1880 venne in ogni caso considerato come il primo "periodo felice" per la vela sportiva, sia per il numero di nuove imbarcazioni costruite e la raffinatezza delle soluzioni tecniche adottate, sia per l'incredibile numero di competizioni che si svolsero in quegli anni. Infatti nel 1876 si svolsero ben 400 competizioni. Nel 1875 tre clubs (il Royal Thames Yacht Club, il Royal Yacht Squadron, ed il New Thames Yacht Club) si associarono per fondare la prima Associazione per le Competizioni Veliche (YRA), che sviluppò regole comuni applicabili alle acque territoriali britanniche. Lo sport velico diventò nel frattempo uno sport olimpico, venendo introdotto ai Giochi di Parigi nel 1900, a cui parteciparono concorrenti raggruppati in tre classi veliche. Tuttavia la confusione fra i diversi standard di misura adottati nel Regno Unito, nei paesi europei, ed in Nord America, continuava a minare la possibilità di svolgere competizioni fra yacht di differente nazionalità. Per risolvere tale inconveniente venne convocata, nel 1906 a Londra, la Conferenza Internazionale sulla Misurazione delle Imbarcazioni Veliche. A questa conferenza si creò una nuova Federazione e aderirono le seguenti nazioni: Austria-Ungheria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Belgio, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera. Per evitare che la vela diventi uno sport elitario, il nome venne mutato in Federazioni Internazionale della Vela (ISAF). Questa conta oggi 115 paesi membri, ed è riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale a rappresentare, a livello olimpico, lo sport della vela.


Provincia: Prato
Comune: Prato
Scuola: Liceo Scientifico "N. Copernico"
Leonardo Bonechi, Lorenzo Pagliai, Alessandro Messeri, Alessio Goricchi, Guglielmo Magistrali
Classe: 1a IS

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