La manifestazione
Il mare e le vele
Mark guardò nuovamente la superficie cristallina dell'acqua, sulla quale un timido sole stava brillando. Lo stesso sole che lo aveva accompagnato in tanti viaggi, lui e i suoi avi. O almeno questa era la storia strampalata che suo nonno raccontava, quasi ogni sera, quando il sole lasciava spazio alle stelle.
Quella sera, poi, il vecchio George aveva dato il meglio di sé nel raccontare al piccolo Liam, il fratello minore di Mark la storia della loro famiglia. -Velocipedis era l'uomo più veloce dell'intero Egitto, Liam. Non poteva, però, nuotare lungo il Nilo con quattordici blocchi di cemento sulle spalle.- Il piccolo aveva sbarrato gli occhi - Perché no? - aveva chiesto in un lamento. Il nonno, pazientemente, aveva passato una mano sul capo biondo del bimbo - Perché altrimenti gli sarebbe venuta l'ernia, come se tu sollevassi nonna Jude. - allora Liam aveva annuito, capendo. - E allora il faraone gli chiese un'invenzione innovativa, per poter fare una bellissima tomba e Velicipedis s'ingegnò. Andò in lungo e in largo, ovunque pur di trovare un qualcosa per soddisfare il suo amato sovrano! Fino a quando non s'imbatté in un piccolo villaggio, sul delta del Nilo. Gli abitanti si spostavano attraverso piccole zattere, degli oggetti fatti con tanti pezzi di legno legati tra loro. E allora Velocipedis capì che quella era l'invenzione che voleva! - Liam sbuffò, quella storia non gli piaceva. Lui voleva i mostri, i Power Ranger o i Pokemon, non un tizio vissuto nel deserto con un nome che gli ricordava i calli di sua nonna. Rabbrividì al pensiero e fece per alzarsi ma il nonno cercò di richiamare la sua attenzione. - E se ti dicessi che un tempo sulle navi c'erano anche i gladiatori? - Liam guardò il vecchio strorcendo la bocca. - I gladiaché? - chiese ingenuamente il bimbo di sette anni. - Erano l'equivalente dei Power Ranger ai miei tempi! - allora il bimbo sorrise, rimettendosi seduto. - E quali superpoteri avevano? - il nonno si guardò intorno, in cerca di un aiuto. - Avevano ..ehm…le spade! - Liam socchiuse le palpebre. - E viaggiavano su enormi navi, pronte per attaccare il nemico. - Mark entrò nella stanza guardando i due in un'occhiata ironica. Si ricordava ancora di quando in quella posizione c'era lui. - E come facevano a sapere dove andare? - chiese Mark, vedendo che suo fratello non collaborava con il vecchi uomo. - Bé, c'erano il vento, la posizione delle stelle, conoscevano le correnti… e poi anche il volo degli uccelli aiutava! - Liam gurdò ammirato il proprio pappagallo.- Gaspare ci avrebbe portato in giro! - l'uccello gracchiò. - Sta' zitto tu, stupido pennuto!- l'odio tra Gaspare e George era risaputo in famiglia, ma Liam voleva bene a entrambi, e non avrebbe rinunciato a nessuno dei due. Mark prese uno dei modellini poggiati su una mensola. - C'erano tre tipi di vela - disse il nonno. - A triangolo, quadrate e a chela di granchio. - Liam sbadigliò. - Ma la vela più famosa di tutte fu quella dei vichinghi.- Il bimbo guardò il fratello. - I tizi con gli ossi in testa. - cercò di spiegare Mark. Il biondino alzò gli occhi al cielo. - Oh, bé, se non ti va di ascoltare puoi anche andartene! - disse scocciato il nonno. - No, nonno no! - il bimbo cercò di concentrarsi. - E dopo? Le nav diventarono sempre più grandi?-
L'uomo sorrise sdentato. - In realtà, bimbo mio, dopo i romani, nel Medioevo, le navi erano solo commerciali, e piuttosto piccole. Quindi ci fu una specie di…ehm…si tornò indietro, ecco. - Liam sembrò non capire, ma annuì comunque.
Mark diede l'argomento successivo. - Sai, Liam, cosa sono le crociate? - Il bimbo annuì vistosamente. Aveve visto un film la sera prima e sapeva più o meno tutto. - Bé le navi di quel periodo erano ancora più complesse, avevano un portello di carico per far salire i cavalli e misero anche il timone! - disse il vecchio, ammirato. Liam si alzò in piedi, puntando un dito verso il cielo. - E anche la bussola, come capitan Jack Sparrow! - gli occhi dell'uomo divennero luminosi. - E sai cosa c'è per ultimo Liam? Lo sai? - il bimbo alzò il capo, come per sentire meglio. - Le caravelle. - il volto di Liam s'illuminò. - Le caramelle?! - Mark si mise a ridere, poi il nonno spiegò. - No, le caravelle di Colombo. - Il bimbo s'imbronciò. - Quindi non avrò nessuna caramella? - la serata finì tra le risate di Mark e George, mentre il piccolo Liam, riceveva qualche dolciume prima di andare a dormire. I due uomini andarono sul ponte, guardando il mare, le caravelle del vecchio Colombo avevano fatto sì che arrivassero gli inglesi e gli spagnoli sulla nuda America, quella che ora era la patria del chewingum e Coca Cola. Mark guardò il nonno, sorridendo. - Non la smetterai mai con questa ridicola storia, vero? - l'uomo sorrise, guardando la lastra scura del mare. - Nipote, ricorda queste mie parole: da qualsiasi parte del mondo tu venga, tu sarai per sempre figlio del mare. - Mark alzò lentamente gli occhi al cielo. - Nonno, è tardi, vai a dormire. - il vecchi si ritirò nelle sue stanze e Mark rimase solo, di nuovo. Guardò di nuovo il mare, stavolta illuminato da una luna splendente che decorava le onde di un argento vivo. Sorrise, pensando a suo nonno a bordo della Galileo che raccontava storie strampalate. E che nel suo passato ci fossero stati un Velocipedis o qualche gladiatore poco importava. Socchiuse gli occhi, poi ridacchiò: - Velocipedis. - un'altra risata - Che nome stupido. -
Provincia di Prato
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Scuola Liceo Scientifico N. Copernico
Federica Brunelli
2a IS
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