Gioco
«Morosini un combattente Faremo di lui una bandiera»
LIVORNO. Arriva alle 14.32, se ne va alle 16.32. Due ore esatte, spaccate al minuto. Tanto è durata la visita di Aldo Spinelli al Centro Coni in un lunedì piovoso e triste. Evento raro vedere il...
LIVORNO. Arriva alle 14.32, se ne va alle 16.32. Due ore esatte, spaccate al minuto. Tanto è durata la visita di Aldo Spinelli al Centro Coni in un lunedì piovoso e triste. Evento raro vedere il presidente da queste parti a inizio settimana, ma stavolta il cuore ha prevalso sugli impegni di lavoro. Insieme a lui il vicepresidente Silvano Siri, entrambi seduti sul retro della macchina.
Spinelli entra ed abbraccia i suoi giocatori, stringe la mano a Madonna scuotendo la testa. Questo lutto ha lasciato un segno profondo nel presidente, si vede lontano da un miglio. Eppure trova le parole per parlare ai ragazzi nello spogliatoio. Lo fa da padre più che da presidente, «perchè in questo momento io sono distrutto come voi. La società vi starà vicini, cerchiamo di rialzarci tutti insieme, facciamolo per questo ragazzo al quale volevamo tutti un gran bene».
C’è anche il calcio giocato, anche se tutti qui ne farebbero volentieri a meno. E così quando la squadra va in campo per l’allenamento, Spinelli si ferma a osservare insieme al suo braccio destro Perotti. Poi un saluto a tutti e via verso Genova. Prima però Spinelli, con gli occhi ancora un po’ lucidi, si ferma un po’ a parlare sulla cancellata del Coni. «Faremo di Morosini la nostra bandiera, ora combatteremo per lui, lotteremo tutti insieme come ci aveva insegnato questo ragazzo nei mesi in cui è stato con noi. Era un’ottima persona, aveva conquistato tutti per il suo carattere solare, eppure aveva sofferto così tanto nella vita...».
Poi un pensiero alla famiglia: «Immagino lo strazio della povera fidanzata Anna. Comunque noi ci siamo già mossi per aiutare i parenti, ci siamo già mossi anche per le procedure assicurative. Il Livorno ci sarà sempre. E voglio anche ringraziare Signorelli e Gardini che sono rimasti per tre giorni a Pescara seguendo passo per passo la vicenda e restando sempre vicini al povero ragazzo».
Difficile in queste condizioni tornare in campo e Spinelli spiega il perché della richiesta di un rinvio: «Giovedì saremo tutti a Bergamo per il funerale, non possiamo certo pensare alla partita di sabato col Cittadella. Abbiamo già chiesto alla Lega il rinvio, speriamo di avere una risposta positiva perché certi avvenimenti avanti vanno davanti al calcio. In questo momento scendere in campo e giocare è l’ultimo dei pensieri». Si chiederà lo spostamento della gara al 25 aprile, per poi valutare un’altra data per concludere la partita Pescara-Livorno.
L’ultimo flash è sulla giornata di oggi, quando il feretro di Morosini sarà salutato dal popolo amaranto: «Siamo contenti che la famiglia abbia accettato questo passaggio da Livorno, i nostri tifosi sono rimasti sconvolti e ci tenevano a un ultimo saluto. Questo giro del campo sarà davvero toccante». Saluta Spinelli e chiude il finestrino, con gli occhi sempre più umidi.
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