Il Tirreno

Livorno

Il primo prefetto donna si presenta alla città

di Giorgio Carlini
Il primo prefetto donna si presenta alla città

Tiziana Costantino si insedia a Livorno. Gli obiettivi: sicurezza, legalità e lavoro «Il mio ruolo sarà di stare a fianco delle autonomie locali e dei cittadini»

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LIVORNO. «Entusiasmo, collaborazione, professionalità». È con questo spirito che il nuovo prefetto di Livorno, Tiziana Costantino, si è presentata alla città nel giorno del suo insediamento presso il Palazzo del Governo. Un avvicendamento, quello con Domenico Mannino, all’insegna della novità e della continuità allo stesso tempo. La Costantino, laureata in giurisprudenza, è infatti la prima donna-prefetto di Livorno, ma come il suo predecessore è nata a Reggio Calabria.

Nonostante una carriera spesa soprattutto negli uffici centrali (tra i molti incarichi ricordiamo quelli presso la Direzione Investigativa Antimafia e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza), il prefetto non è nuovo ad affrontare problematiche locali, visto che nel luglio 2007 ha svolto per un anno le funzioni di Commissario straordinario per la provvisoria gestione del Comune di Sondrio.

Il prefetto, per prima cosa, ha voluto manifestare la sua solidarietà nei confronti della famiglia di Piermario Morosini, la sua vicinanza al Livorno Calcio e ai livornesi tutti. Ha confessato di essersi commossa per la morte dello sfortunato ragazzo.

Poi è entrata nel merito del suo incarico. «Ringrazio il ministro dell’Interno - ha detto - per l’opportunità di cominciare l’esperienza di “prefetto in sede” in una città importante come Livorno. Farò di tutto per ripagare al meglio la fiducia nei miei confronti».

La Costantino ha un’idea precisa su come svolgere il proprio compito: «Mi propongo di essere un prefetto che non si chiuderà dentro la propria sede. Pur con il rispetto dei compiti istituzionali, un prefetto deve stare a contatto con le autonomie locali, con i cittadini, e affrontare di petto le problematiche del territorio». Ha già fissato una serie di incontri per i prossimi giorni: con il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, con il presidente della Provincia Giorgio Kutufà, e con il vescovo Simone Giusti. «Poi - prosegue - mi recherò di persona nei singoli comuni per incontrare i sindaci e ascoltare direttamente da loro le questioni centrali della realtà livornese».

Il nuovo prefetto non nasconde l’entusiasmo per una sfida impegnativa come quella di essere un mediatore istituzionale: «Sono un rappresentante del Governo sul territorio, a fianco delle autonomie locali. Lo Stato deve essere coeso in tutte le sue componenti, specie in un momento così drammatico. Dobbiamo essere presenti su temi cruciali come sicurezza, legalità, lavoro, economia e religione».

Com’è logico che sia, la Costantino non ha ancora una conoscenza approfondita di Livorno, eppure già la descrive come una “città vivace”: «La vostra è una città aperta, mi hanno descritto i livornesi come simpatici ed estroversi. So che Livorno è una realtà multietnica, sono sicura che la mia precedente esperienza al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione mi sarà molto utile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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