Il Tirreno

Livorno

dietro i riflettori

Niente defibrillatore nei campetti

Niente defibrillatore nei campetti

Non è obbligatorio: le piccole società hanno il set da pronto soccorso

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LIVORNO. E le attrezzature mediche? Quali obblighi hanno le strutture sportive? «Le società – chiarisce il vicepresidente del Coni, Mario Tinghi – sono obbligate ad avere la cassetta del pronto soccorso per tamponare le emergenze». Attraverso la Misericordia il Coni ha attivato di recente alcuni corsi di pronto intervento per tecnici e dirigenti a Livorno, Cecina e Piombino. Altra cosa sono i casi più gravi. Il defibrillatore, ad esempio, «sono in pochissimi ad averlo sul nostro territorio». «Le piccole società – spiega – soprattutto negli sport cosiddetti minori, ne sono quasi sempre sprovviste: ci sono nei palazzetti». «Negli ultimi tempi – chiarisce – la Regione ha dato l'indicazione di prevedere il defibrillatore in tutte le società che hanno un certo numero di tesserati: c’è più attenzione al problema, ma non è un processo che avviene dall'oggi al domani». Il vicepresidente segnala un aspetto che può sembrare secondario o paradossale, ma che nei fatti rappresenta un ostacolo. «Le apparecchiature di ultima generazione, che sono di facile utilizzo, possono superare i mille euro e i piccoli gruppi sportivi non ce la fanno. Comunque poi servirebbero corsi ad hoc».

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