La protesta
Le lacrime dell’imperturbabile Gardini In quel momento si è compreso il dramma
La tragedia si consuma a metà di un livido pomeriggio di Aprile. Mezz'ora del primo tempo. Il Livorno sta vincendo 2-0 a Pescara, ma chi se ne frega. C'è Morosini è a terra. Non si muove. Chi sta a...
La tragedia si consuma a metà di un livido pomeriggio di Aprile. Mezz'ora del primo tempo. Il Livorno sta vincendo 2-0 a Pescara, ma chi se ne frega. C'è Morosini è a terra. Non si muove. Chi sta a casa avverte un doloroso senso di impotenza. Solo mani nei capelli, mentre i medici praticano il massaggio cardiaco al giocatore del Livorno. Ma la gravità della situazione si definisce in un frame. Un'immagine televisiva. In mezzo al campo c'è il direttore generale amaranto, Giovanni Gardini che nella vita di tutti i giorni non si scompone mai. E' un uomo d'altri tempi. Inappuntabile. Serissimo. Una persona perbene. Sempre disponibile con tutti. Sul prato dell'Adriatico pure lui si lascia andare a un pianto a dirotto. Occhiali da vista appoggiati sulla fronte. Il telefonino sulla bocca, coperta da una mano. Forse sta comunicando la gravità della situazione a qualcuno. Ecco. In quel momento tutti hanno capito che la vita si Morosini sta volando via. La percezione del dramma ce l'ha data proprio l'uomo più misurato. Le sue lacrime sono state le lacrime di tutti. (f.p.)
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