Il Tirreno

Livorno

Costa concordia

Un sito per le lettere dei naufraghi

di Francesca Ferri
Un sito per le lettere dei naufraghi

Il parroco metterà online ricordi e ringraziamenti. E c’è chi gli regala una panca

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ISOLA DEL GIGLIO. Troppe le emozioni, per rimanere ingabbiate nei quadretti di un foglio. Troppi i ricordi, per essere trattenuti fra i bordi di una cartolina, rinchiusi in un cassetto della sagrestia.

Il parroco dell’isola del Giglio, don Lorenzo Pasquinotti, ha deciso di condividere quelle emozioni e quei ricordi con il mondo intero e aprirà un sito internet dove saranno pubblicate le lettere di ringraziamento, arrivate da ogni angolo del globo, scritte dai naufraghi della Costa Concordia che la sera del 13 gennaio scorso furono accolti dagli isolani.

Ad aspettarli, nella chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano a Giglio Porto, c’erano il parroco – sbarcato al Giglio appena tre mesi prima – e i parrocchiani, che spalancarono la casa di Dio per farne una casa per uomini, donne e bambini scampati al naufragio. Davanti ai portoni delle case, i gigliesi, pronti ad offrire un letto, un piatto caldo, una coperta. Quattromila persone passarono la fredda notte del 13 gennaio al caldo grazie all’ospitalità della gente dell’isola.

Un gesto che i naufraghi non hanno dimenticato. «Già tre giorni dopo - spiega don Lorenzo - sono cominciate ad arrivare lettere di ringraziamento da tutto il mondo. Sono soprattutto europei, ma hanno scritto anche dall’America Latina». Email, cartoline e lettere scritte a mano, qualcuna con poche semplici parole, altre con commoventi attestati di stima. «Ce le ho qui in una busta - spiega il parroco - e ci sono anche ritagli di giornale e foto. L’idea di farne un sito me l’ha data un amico. “Perché no?”, mi sono detto».

Così don Lorenzo si è fatto fare un preventivo da un web master che ha dei parenti al Giglio. «Ancora non ho deciso il nome, ma ci vorrei mettere una decina di lettere, le più significative delle tante che sono arrivate. E poi anche foto e filmati della chiesa quella sera. Per questo se qualcuno ha del materiale, gli sarei grato se ce lo mandasse».

Il sito dovrebbe essere online alla fine di aprile e già fa parlare di sé. Anche la Radio Vaticana, proprio mentre parliamo con don Lorenzo, lo cerca per un’intervista.

Tra le lettere più toccanti, il parroco ricorda quella di un tedesco che ha perso la madre e il suo compagno nel disastro. «Vogliono regalare una panca alla chiesa - spiega - perché chi si siede lì possa ricordare. Si sente che c’è dietro un dolore forte».

Più pragmatica una lettera dalla Francia. «Mi hanno mandato 50 euro in una busta - spiega divertito don Lorenzo - due biglietti da 20 e uno da 10, dentro un foglio di carta piegato con un biglietto: “Lei ha avuto delle spese”». Anche questa è riconoscenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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