Il Tirreno

Livorno

L’ispettore: 13mila euro di troppo al segretario

di Juna Goti
L’ispettore: 13mila euro di troppo al segretario

Nel mirino del ministero una parte della retribuzione di posizione erogata a Salonia tra il 2007 e il 2010: è scontro sull’interpretazione delle norme

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LIVORNO. «Erogazione indebita». Sono le parole che hanno fatto schizzare sulla sedia e infuriare i vertici della macchina amministrativa del Comune dopo aver letto gli esiti dell’ispezione effettuata in autunno da uno degli ispettori del ministero delle Finanze. Quell’ipotesi di erogazione indebita riguarda i circa 13mila euro che secondo il ministero non avrebbero dovuto essere versati nel pacchetto della retribuzione di posizione del segretario generale, Antonio Salonia.

Andiamo per ordine. La retribuzione di posizione è quella voce della “busta” che insieme alla retribuzione di risultato, ai diritti di segreteria e alle eventuali maggiorazioni va a formare il compenso della guida della macchina amministrativa. L'indennità di Salonia è passata dai 39.204 euro del 2006 ai 64.917 euro del 2010. Questo perché nel corso degli anni, alla retribuzione di posizione base per tredici mensilità (pari a circa 36.151 euro) è stata applicata prima la cosiddetta clausola del galleggiamento in base alla quale la retribuzione di posizione del segretario non può essere inferiore a quella stabilita per la funzione dirigenziale più elevata dell'ente (nel 2006, dopo una riorganizzazione interna, la somma ha quindi raggiunto 40.772 euro), poi, su disposizione del sindaco, una maggiorazione del 50% in base all'articolo 41, comma 4, del contratto nazionale del lavoro. La procedura secondo il ministero non sarebbe corretta, perché «prima dovrebbe essere applicata la maggiorazione e poi, eventualmente, il galleggiamento».

Va detto, però, che su questo punto tra L'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e l'Agenzia che rappresenta i segretari comunali lo contro è andato avanti per parecchio. Almeno fino a quando una norma inserita nel decreto Salva Italia (in vigore da gennaio) l’ha data vinta all’Aran (tant’è che oggi Salonia non gode più della maggiorazione, ma di una indennità di direzione generale).

In ogni caso, nella sua relazione l'ispettore sottolinea che effettivamente «la giurisprudenza dei tribunali del lavoro si è pronunciata in modo assolutamente prevalente, seppur non unanime, in favore della tesi dell'Agenzia dei segretari». Secondo questa interpretazione, quindi, la procedura seguita per incrementare l'indennità di Salonia sarebbe stata assolutamente corretta.

Il punto è un altro. L’ispettore sostiene che «anche laddove si vogliano ritenere applicabili, in successione, prima il galleggiamento e successivamente la maggiorazione fino al 50%, questa andrebbe calcolata sulla retribuzione di posizione base, al netto, cioè, del galleggiamento». Così rifà i calcoli e arriva a sostenere che tra il 2007 e il 2010 il segretario non avrebbe dovuto percepire un'indennità di 256.270 euro, ma di 243.318. «La differenza fra indennità corretta e indennità percepita pari a 12.951 euro – scrive a pagina 105 – rappresenta un'erogazione indebita anche applicando la linea interpretativa più favorevole fatta propria dai giudici del lavoro». E su questo punto (nel box a lato) si annuncia già battaglia.

Capitolo a parte per la retribuzione di risultato, ovvero il compenso che ogni anno spetta al segretario in base al raggiungimento degli obiettivi assegnati. Salonia avrebbe sempre percepito la retribuzione nella misura del 10 per cento del monte salari a disposizione, passando dai 9.981 euro del 2006 ai 14.895 del 2010. L'unico rilievo mosso in questo caso riguarda l'erogazione dell'indennità sulla base di una valutazione dell'organo politico (da tenere presente che l’organismo indipendente di valutazione sarebbe arrivato nel 2011). «La procedura - scrive l’ispettore - è stata avviata dalla trasmissione al sindaco, da parte del responsabile del personale, di un rapporto con l'indicazione del grado di raggiungimento degli obiettivi di Peg da parte del segretario, seguita dalla liquidazione ad opera del medesimo dirigente una volta acquisito parere favorevole dal primo cittadino». Ma la valutazione dei risultati tecnici dei segretari, continua l'ispettore, «non può essere rimessa al personale politico, che ha poteri di indirizzo». Nessun rilievo è stato, invece, mosso per i diritti di rogito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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