Gioco
«Inaccettabile negare ai consiglieri le 115 pagine»
LIVORNO. «Non è solo questione di trasparenza: la piena conoscenza da parte dei consiglieri comunali di tutti gli atti relativi all’ispezione ministeriale, fino a questo momento negata, assume un...
LIVORNO. «Non è solo questione di trasparenza: la piena conoscenza da parte dei consiglieri comunali di tutti gli atti relativi all’ispezione ministeriale, fino a questo momento negata, assume un rilievo sostanziale, di rispetto delle istituzioni elettive e del loro ruolo». La nota porta la firma dell’ex sindaco Gianfranco Lamberti, oggi consigliere comunale della lista civica Confronto per Livorno. La polemica nasce dal fatto che ai consiglieri che lo hanno richiesto formalmente, non è stata fornita tutta la relazione ministeriale (con dettagli e dati personali dei diretti interessati), ma solo la lettera di contestazione con 16 rilievi degli ispettori.
«Eppure – polemizza l’ex sindaco – dopo le prime pubblicazioni, le conferenze stampa e a maggior ragione dopo i commenti doc di amministratori, mi sono rivolto formalmente e in tutti i modi possibili all’amministrazione, per aver copia di tali atti».
«Oggi – conferma – nonostante in conferenza dei capigruppo avessimo sollecitato la trasmissione integrale degli atti, ricevo solo 9 pagine delle famose 115. Ovvero la copertina con i titoli. Eppure quei titoli sono inquietanti, visto che parlano, tra l'altro, di atti illegittimi che hanno comportato erogazioni anche e soprattutto ad alcuni dirigenti, secondo una interpretazione delle norme ritenuta, appunto, illegittima».
«Certo – continua – aspettiamo e con analogo interesse la controdeduzioni degli uffici competenti. E non anticipiamo conclusioni. Ma ciascun organo istituzionale deve essere messo nelle condizioni di svolgere il proprio mandato».
Ed ecco la punzecchiatura: «Tale ruolo non può essere definito, in che modo e in che misura, da una burocratica e quasi irridente comunicazione firmata, udite udite, dalla segreteria del segretario generale». È «inaccettabile», affonda, «per chi non ha mai confuso le responsabilità politiche e quelle dirigenziali, ma proprio per questo ha sempre preteso il massimo e reciproco rispetto. Mi spiazza l'assunzione di responsabilità delle segreteria del segretario generale».
A questo punto, va avanti Lamberti, «mi auguro che chi di dovere faccia ciò che norma, consuetudini e buon senso dettano. Come sempre a Livorno, dove i diritti dei consiglieri comunali li tutelano sindaco e presidente del consiglio».
Per questo, «sono convinto che Enrico Bianchi, al quale ho rinnovato la richiesta, otterrà per tutti copia di tutti gli atti. Le istituzioni si difendono da sole e non necessitano che altri le aiutino, in questa città, spero proprio che sia sempre così. Senza zone d'ombra o di indulgenza, che nessuno può consentirsi di tollerare o auspicare».
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