«Mettete la macchina spara-multe sulle auto dei vigili»
Il comitato dei residenti di via Grande attacca Cosimi «Così si difende l’inosservanza stradale generalizzata»
LIVORNO. Chissà quanti livornesi dopo aver letto della macchina sparamulte in funzione a Firenze, hanno tremato all’idea che potesse essere portata anche qui. E chissà quanti altri invece l’hanno sperato, per convincere finalmente gli abitudinari della doppia fila a parcheggiare come si deve. Fatto sta che mentre il sindaco Cosimi ha cercato di tranquillizzare i livornesi che il Comune non ha nessuna intenzione di portare lo “street control” anche da noi, qualcuno non è d’accordo. E lancia l’appello: mettete la macchinetta anche sulle auto della polizia municipale.
La proposta arriva dal comitato “Vivere il Centro” che riunisce i residenti di via Grande e dintorni.
«La risposta dell’ex comandante dei vigili Manzione, alla fine di un colloquio richiesto dal nostro comitato per i soliti problemi delle Ztl colabrodo, fu l'omaggio di due fascicoli studio commissionati dall'università di Verona a due docenti universitari pisano-livornesi - dice Paolo Cascinelli -. Sapete quali erano i titoli degli studi? "Indagine sulle reazioni aggressive da traffico veicolare nel tessuto urbano di Livorno" e "Percezione ed effetti dell'aggressività da traffico veicolare nei traffic-employed: il caso di Livorno"».
«Il colloquio - continua il rappresentante di Vivere il Centro - si concluse con la condivisione che l'inosservanza sistematica delle regole fosse tra i fattori primari della pessima qualità della vita urbana e di come questo tipo di comportamento rendesse inutile qualsiasi provvedimento migliorativo».
Ragionamento che la Manzione, oggi comandante dei vigili di Firenze, presentando la macchinetta sparamulte, ha confermato, scherzando ma non troppo: «A Livorno questa “macchinetta” sarebbe proprio utile...».
E qui parte l’attacco del comitato al sindaco. «Al contrario della Manzione il nostro sindaco Cosimi ritiene che la macchinetta sparamulte nella città del traffico full-optional, rappresenti una misura penalizzante. In questo modo invece oltre a una mobilità prevalentemente autoctona, si stabilisce il continuismo dell'inosservanza stradale generalizzata. Tradotto significa che nel caos quotidiano delle soste, dei divieti disattesi e dei permessi facili che alimentano il traffico abusivo, si ammicca al popolo dei furbetti».
Quelli di Vivere il Centro sono infuriati: «Questo buonismo diseducativo che incoraggia i comportamenti scorretti penalizza tutte le altre categorie di cittadini, pedoni, ciclisti e le cosiddette fasce deboli della popolazione. Infine rende la città sempre più inquinata e aliena al viverci».
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