Il Tirreno

Livorno

Livorno-Vienna viaggio in cuccetta sul nuovo treno

Livorno-Vienna viaggio in cuccetta sul nuovo treno

Il controllore non parla italiano, i vagoni sono pulitissimi il caffè imbevibile. E al ritorno l’assalto dei turisti austriaci

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Non è un treno per Italiani. Questa è la prima impressione che attraversa i viaggiatori in procinto di salire alla stazione di Livorno sull'Euro Night "Toscana mare" che fino a settembre unirà Vienna a Livorno, con tappe a Pisa, Firenze e Bologna in collegamenti settimanali con tragitto notturno.

La vocazione chiaramente austriaca di questo treno speciale è subito evidente anche agli occhi e alle orecchie dei meno esperti in viaggi all'estero. Al binario sette semideserto la scritta che campeggia sulla lavagna di destinazione è l'esotica "Tarvisio Boscoverde", invece di una più rassicurante "Vienna" o anche "Wien". Basta chiedere informazioni al personale delle ferrovie austriache ÖBB che sale e scende dai vagoni in attesa dei passeggeri per capire che il treno è quello giusto. L'approccio non è dei più semplici, visto che i controllori austriaci sono dotati di cortesia e buone intenzioni ma non comprendono granché l'inglese, ma in qualche modo fanno capire ai viaggiatori italiani che dopo dodici fermate arriverà alla stazione di Wien Meidling.

Il treno è semi-vuoto e pulitissimo, le cuccette sono comode (se si è in quattro), un po' meno se si è in sei ma dopo aver sistemato i bagagli lo spazio conquistato fa sembrare le tredici ore e mezzo di viaggio che aspettano il viaggiatore più confortevoli. Il treno parte puntualissimo alle 19.25 (ma senza essere annunciato), le informazioni e i dettagli sul viaggio che l'altoparlante propaga nei vagoni sono in tedesco e in inglese, dell'italiano non c'è davvero traccia da nessuna parte. Solerte il controllore austriaco con poca dimestichezza con l'inglese entra nello scompartimento, chiede gentilmente il biglietto e cosa vogliamo per colazione al risveglio, tè o caffè. Qualcuno fa l'errore di chiedere il caffè ma le abitudini italiane sono quelle e non possiamo farci niente. Lentamente passano le ore e le fermate, le soste nelle stazioni sono in genere molto lunghe, con la relativa impossibilità di recarsi alla toilette che rende l'ansia per la ripartenza a tratti intollerabile.

Il sonno è difficile da raggiungere tra sferragliamenti vari, la durezza del sedile-letto, le dimensioni ridotte del cuscino. Dopo pochissime ore una timida luce filtra dalla tendina, guardando fuori dal finestrino i tetti delle case più spioventi del solito fanno capire che il convoglio è giunto ormai in territorio austriaco. Il controllore porta la colazione: due cornetti (buoni), burro, marmellata e caffè, imbevibile. Porta anche un sacco nero e grati i passeggeri gli porgono l'incredibile quantità di spazzatura che hanno accumulato dopo i vari spuntini, prima di capire che il controllore non è un netturbino e vuole semplicemente ritirare la biancheria (lenzuola, coperte, cuscini). In men che non si dica alle 8.55 il treno arriva -puntualissimo- alla stazione di Vienna Meidling.

Al ritorno la situazione cambia: stavolta alla stazione di Vienna Meidling il binario è gremito di turisti austriaci, a fatica i viaggiatori riescono a raggiungere con i bagagli la propria cuccetta che sembra più piccola dell'andata, forse per colpa dello shopping che ha reso più ingombranti i borsoni. La destinazione che campeggia sulla lavagna è Roma, il treno quindi dopo Livorno proseguirà fino alla Capitale nel suo percorso costiero. La partenza è nuovamente puntuale (20.30), puntualmente il personale si ostina a non parlare una parola di inglese e i modi sono meno cortesi e più sbrigativi rispetto all'andata, complice l'alto numero di passeggeri a bordo. Il viaggio stavolta sarà più breve, "solo" dodici ore per arrivare in terra labronica, i giacigli sembrano incredibilmente più morbidi ma il sonno come sempre tarda ad arrivare.

C’è uno scompartimento disgraziatamente privo di tendina, così chi passa in corridoio ha l'enorme privilegio di vederci dormire un gruppo di italiani come fossero in vetrina. Ma il resto del treno è ben messo. Al mattino la controllore austriaca è più lesta del solito a ritirare lenzuola e coperte, la colazione col tè ha tutto un altro sapore e il lento susseguirsi delle stazioni di Firenze e Pisa fa capire di essere vicini alla meta.

Sono le 8.56: alla stazione di Livorno i pochi che scendono sono accolti da un nostrano libeccio. Gli altri, quelli che non scono scesi a Firenze o Pisa, continuano verso le bellezze di Roma ma si perdono le bellezze del nostro mare.

Eva Bertolacci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web