Sicurezza
La sospensione dei prof finisce davanti al giudice
Dure critiche di Unicobas all’atto del dirigente dell’Orlando: ricorso del sindacato che annuncia altre battaglie legali «per difendere la professionalità dei colleghi»
LIVORNO. Non si placano le polemiche sulla vicenda dei due insegnanti sospesi per aver espresso un unico voto in pagella e non un giudizio diviso in scritto e orale, alla fine del primo trimestre. Vicenda che ora, come annunciano i sindacati, potrebbe anche finire in tribunale.
«La loro unica colpa è aver rispettato la delibera del collegio, disattesa dalla dirigente scolastica», attacca il segretario regionale Unicobas Claudio Galatolo. «A Livorno solo il Vespucci, che lavora su quadrimestri, ha usato il voto doppio – gli fa eco Patrizia Nesti, segretaria provinciale Unicobas – gli altri istituti hanno preferito il voto unico, visti i tempi ristretti del trimestre».
Mentre emergono nuovi particolari sui professori (entrambi della componente Orlando: il docente sospeso per tre giorni insegna matematica alle classi quinte, l'altro è docente di sistemi), i rappresentanti sindacali accusano la preside Francesca Nacci di aver trasmesso la circolare ministeriale con un ritardo di quasi un mese (il 14 novembre 2011, ma il documento è del 18 ottobre).
Circolare che recherebbe indicazioni alternative per la valutazione, senza imporre però il vincolo del doppio voto. «Altrimenti a Livorno saremmo tutti fuorilegge», polemizza la Nesti.
La dirigente sindacale avrebbe invitato gli insegnanti a formulare la valutazione col doppio voto indipendentemente dal numero di prove, contravvenendo all'obbligo del docente di avvalersi di un numero congruo di test (scritti e orali).
«Al contrario i due insegnanti – prosegue Galatolo – in consiglio di classe hanno proposto il voto unico, rispettando la delibera del collegio ed evitando di "inventarsi" delle valutazioni per assegnare il voto plurimo».
«E la preside – sostiene – non ha chiesto loro alcuna modifica. Il voto dei due docenti, però, è stato poi omesso dalle pagelle, e la dirigente scolastica ha inviato 300 lettere alle famiglie degli alunni, informando che i professori non erano stati in grado di modificare la forma di valutazione e screditando così il loro operato».
Il seguito è ormai cosa nota, con la sanzione di uno e tre giorni di sospensione per i due insegnanti. Trattamento diverso in quanto il secondo ha l'aggravante dell'"istigazione".
"Questo comportamento è antisindacale – accusa Galatolo – il docente è stato colpito perché svolgeva il suo compito di rappresentante Unicobas. Per questo chiediamo la solidarietà della Rsu della Provincia».
Il sindacato ha presentato ricorso d'urgenza al giudice per bloccare la sospensione, che dovrebbe comunque scattare lunedì 16 aprile. Ma Unicobas porterà avanti una battaglia legale per difendere la professionalità dei colleghi, auspicando pure il coinvolgimento dell'Ufficio scolastico regionale.
«È mancato il buon senso – chiudono i rappresentanti sindacali – alcuni dirigenti compiono scelte troppo arbitrarie. Ci vorrebbe meno autoritarismo e più saggezza amministrativa».
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