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Ispezione in Comune, la Corte dei conti apre un fascicolo
Si tratta di un atto dovuto scattato dopo che la Ragioneria generale dello Stato ha inviato ai vertici della macchina amministrativa livornese un malloppo di 115 pagine, accompagnato da una lista di presunte "irregolarità e carenze" di carattere amministrativo-contabile
Dopo l'ispezione ministeriale tra gli uffici del Comune, la Procura regionale della Corte dei conti ha aperto un fascicolo. Si tratta di un atto dovuto - come chiarisce da Firenze il procuratore regionale, Angelo Canale - scattato dopo che la Ragioneria generale dello Stato ha inviato ai vertici della macchina amministrativa livornese un malloppo di 115 pagine, accompagnato da una lista di presunte "irregolarità e carenze" di carattere amministrativo-contabile. Sedici in tutto, frutto dei controlli effettuati dal ministero delle Finanze (a Livorno, come in altri municipi italiani) tra l'8 settembre e il 7 ottobre. La relazione - oltre che al Comune e alla Procura regionale - è stata inviata al Collegio dei revisori dei conti di Palazzo Civico, alla presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della funzione pubblica - ispettorato), alla prefettura, alla Regione e alla Procura generale della Corte dei conti. Il documento è datato 1 marzo: Canale conferma che "ci è arrivato il 6 marzo e il giorno successivo abbiamo aperto un fascicolo: un atto dovuto dopo i rilievi trasmessi da Roma". Il periodo preso in esame è quello che va dal 2006 al 2011. Sotto la lente del ministero c'è finito il fondo di incentivi utilizzato per il trattamento accessorio al personale (circa 7 milioni di euro all'anno per 1200 dipendenti): si dice, ad esempio, che i soldi per coprire alcuni servizi speciali non avrebbero dovuto essere presi da quel gruzzolo (nel dettaglio dalla quota parte di 400mila euro che anno per anno si attiva in base al bilancio) proprio perché non da ritenersi speciali. Ma non solo. Il ministero rileva presunte irregolarità nella gestione delle progressioni orizzontali - gli aumenti di stipendio senza cambio di incarico - e nel trattamento economico di alcuni dirigenti (i dettagli in basso). Ai rilievi sul personale (i punti che vanno dal 4 al 15 sono quelli segnalati "in particolare" alla procura regionale) si aggiunge un capitolo sulle partecipate con la segnalazione del "disallineamento delle partite di credito e debito reciproco tra il Comune e Asa Spa", descritte nel dettaglio dal Tirreno nell'edizione di domenica scorsa. Rilievi su retribuzioni e premi al personale negli ultimi giorni hanno gettato nella bufera anche il Comune di Firenze. La Procura regionale della Corte dei conti in questo caso sta indagando sugli esiti di un'ispezione ministeriale effettuata nel 2008: due giorni fa sono scattati i controlli della guardia di finanza, che ha acquisito parte delle delibere comunali. Nel mirino della magistratura contabile ci sarebbero i compensi per progressioni orizzontali di 3mila dipendenti, con un ipotizzato danno erariale di circa 50milioni. Se così fosse, i dipendenti potrebbero addirittura arrivare a dover restituire il surplus percepito in busta paga. Il procuratore invita però a non fare parallelismi azzardati col caso livornese. Se non altro, sottolinea, perché l'ispezione a Palazzo Vecchio è più datata e il lavoro degli inquirenti è partito mesi fa. "Per Livorno abbiamo aperto un fascicolo - ripete - ma siamo ancora nella fase interlocutoria tra ministero e Comune. La Ragioneria generale ha informato dei profili di irregolarità emersi durante l'ispezione, ora l'amministrazione può controbattere in via di autotutela". A quanto risulta il Comune conta di presentare una relazione di risposta entro metà maggio. "In questa fase - chiude il procuratore - per quanto ci riguarda, sarebbe fuori luogo svolgere accertamenti ulteriori. Fino a quando il quadro non sarà definito monitoreremo i profili di potenziale danno. Poi vedremo".
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