Il Tirreno

Livorno

Ecco cosa ha scritto l’ispettore

Ecco cosa ha scritto l’ispettore

Punto per punto le contestazioni su progetti speciali e soldi ai dirigenti

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sono 16 i rilievi messi nero su bianco dal ministero nella relazione di 115 pagine inviata i primi di marzo al Comune. Non certo sentenze, ma ipotesi di irregolarità che ora starà ai vertici di Palazzo Civico cercare smontare.

Nella parte centrale - quella che va dal capitolo 4 al capitolo 15 - il ministero mette sotto la lente di ingrandimento le risorse destinate al personale: sia ai dipendenti che guadagnano poco più di mille euro al mese che ai dirigenti che superano i 100mila. Si parte con una critica all’utilizzo delle risorse del fondo per il trattamento accessorio. Al capitolo 4 l’ispettore snocciola i numeri dell’incentivazione alla produttività: in pratica i compensi diretti a incentivare i lavoratori per migliorare i servizi, che vengono erogati in parte sottoforma di emolumenti legati alla valutazione, in parte sottoforma di compensi per la partecipazione a progetti specifici, finanziati di fatto con integrazioni del fondo. Nel 2006 (primo anno oggetto dell’accertamento) la spesa per la produttività è stata di 1.503.821 euro, mentre nel 2010 di 1.018.501 euro. Se alla produttività si aggiungono progressioni orizzontali, posizioni organizzative, turni, disagi, indennità varie per oltre mille dipendenti, la spesa sale nel 2010 a 6.642.930.

Le parole del ministero sulla produttività hanno già scatenato le dure reazioni dei sindacati, che hanno gridato all’attacco all’immagine dei dipendenti pubblici. Soprattutto a quello della “truppa”, che ha contratti e stipendi diversi dalla fascia dei dirigenti. Scrive, infatti, l’ispettore nella relazione finale: «L’erogazione dell’incentivo è dipesa fino al 2009 da criteri non incentivanti, cioè presenza in servizio e categoria di appartenenza».

Poi il capitolo dei compensi per la partecipazione a progetti, di cui viene messa in «dubbio» la «legittimità». «La previsione di compensi erogati in base alla mera partecipazione a progetti – si legge a pagina 62 – si traduce in realtà nell’introduzione di compensi atipici, non previsti da alcuna norma contrattuale nazionale, tanto più in presenza di forme di determinazione del compenso a cottimo o a somma fissa». A titolo di esempio viene citato il progetto “Gestione e conduzione impianti” finanziato con 28.980 euro all’anno per il biennio 2006/2007, in cui i dipendenti «sono chiamati a svolgere operazioni ordinarie e di routine, dall’accensione delle centrali termiche alla sostituzione delle cartucce negli impianti». E ancora il progetto “Archivio edilizia privata” che per il triennio 2005/2007 ha previsto l’informatizzazione delle pratiche pagando i dipendenti un tanto per ogni pratica. Contestazioni simili per il “Progetto sicurezza” e per il “Progetto ricevimento del pubblico” finanziato con risorse variabili tra il 2005 e il 2007 e con 54mila euro nel 2008, poi ripartiti tra i dipendenti in parti uguali proporzionati ai giorni di effettiva presenza.

Ma a “guadagnarsi” le attenzioni dell’ispettore è stato soprattutto il “Progetto stadio”, ovvero quello che, reclutando personale su base volontaria tra la polizia municipale (per quasi 350mila euro tra il 2005 e il 2007), ha consentito un rinforzo di vigilanza intorno allo stadio. In sostanza il ministero contesta il fatto che l’attività «incentivata» sia consistita «nello svolgimento degli ordinari compiti istituzionali di vigilanza», solo nel quadro «di una particolare articolazione oraria». Come dire: questi lavoratori non dovevano essere pagati con i soldi del fondo per gli incentivi, ma con altre risorse.

In attesa di presentare le proprie ragioni, Il Comune ha deciso di sospendere il progetto e le relative retribuzioni. Così ora i vigili che hanno dato l’ok ad agosto si trovano in una sorta di limbo.

In sostanza, nella maggior parte dei casi citati, il ministero non dice che il personale non aveva diritto alle somme percepite per il lavoro svolto, ma che quelle somme non sono state pescate dal contenitore giusto. Diverso è il capitolo dei dirigenti. Al punto 12 il ministero parla di «illegittima attribuzione di un compenso atipico, sottoforma di indennità di risultato, a un dirigente incaricato della funzione di vicesegretario comunale per un importo di 30mila euro». Al punto 13 di «illegittima liquidazione di un compenso aggiuntivo a un dirigente dell'Ente, titolare di un incarico in una società in house, in sostanziale violazione del principio di onnicomprensività». Il sesto capitolo che va da pagina 103 a pagina 107 si concentra, invece, su presunte «anomalie nella determinazione del trattamento retributivo accessorio del segretario comunale». Si ipotizza una «legittima attribuzione di un aumento della retribuzione di posizione, per effetto dell'errata applicazione della clausola del galleggiamento». La materia è intricatissima e le norme citate nella relazione si mescolano alla prassi e alla giurisprudenza. Ora starà alla macchina amministrativa controbattere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa