Sicurezza
Ho un sogno: diventare sindaco
Esplode la febbre della politica in vista del voto del 6 e 7 maggio: candidati record (126) per guidare città e paesi
FIRENZE. Trenta Comuni toscani, di cui solo cinque con una popolazione superiore a quindicimila abitanti, sono cinti d’assedio. Da 126 aspiranti sindaci, da un migliaio di candidati che sognano un posto in un consiglio comunale e da chissà quanti assessori ombra a cui è stato promesso un posto in giunta.
Arrivano le amministrative (6-7 maggio) e divampa la voglia di partecipazione, anzi di protagonismo. Ex sindaci folgorati dalla voglia di tornare in pista, giovani baldanzosi pronti a buttarsi nella pugna, ignari parrucchieri che si ritrovano in lista senza neppure saperlo. La febbre della politica contagia i Campanili.
Emblema di questa rinnovata voglia di partecipare alla corsa allo scranno è Pitigliano: 3.443 abitanti, meno di tremila elettori, vanta quasi cinquanta tra aspiranti sindaco e consiglieri. In pratica, un aspirante ogni sessanta elettori.
Insomma, cos’è scattato nelle nostre comunità se in trenta Comuni, in media molto piccoli, si presentano 126 candidati a sindaco (il primato a Lucca che ne schiera undici, quanto una squadra di calcio) sostenuti da 172 liste (anche qui il primato spetta a Lucca con ventiquattro formazioni in campo)? Che ci fanno, ad esempio, 16 liste in lizza a Camaiore, 14 a Porcari, oppure 17 a Pistoia?
A motivare la corsa allo scranno sono molti fattori: le ambizioni personali, le rivalità politiche, ma anche una marcata debolezza della politica. Per spiegare la moltiplicazione dei candidati e delle liste non basta far appello a fenomeni “originali” che, comunque, incidono. La molla più evidente è data dalla frammentazione dei partiti e anche delle esperienze.
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