Sicurezza
«Pronti al dialogo ma i posti non si toccano»
Il direttore delle nove farmacie: il Comune vuole fare cassa? Garantisca da subito per i 57 dipendenti
LIVORNO. «Molti Comuni hanno manifestato la necessità di fare cassa, magari semiprivatizzando le farmacie: qui si parla di vendita totale, il percorso va ancora approfondito, ma chiediamo da subito garanzie sulla conservazione di tutti i posti di lavoro». A mettere le mani avanti dopo l’annuncio lampo del sindaco è il direttore delle nove farmacie comunali di Livorno, Gino Scali.
La scorsa settimana Alessandro Cosimi ha riunito in Comune i sindacati e i rappresentanti delle “croci luminose” della città per comunicare che l’amministrazione ha intenzione di vendere banconi di farmaci e relative concessioni, garantendo un diritto di prelazione ai medici che già operano all’interno.
Le strade tracciate dal sindaco sono due: quella che vedrebbe protagonisti i farmacisti con un soggetto finanziario e con il Comune che manterrebbe al massimo il 20 per cento delle quote, oppure la vendita totale, con la possibilità per gli operatori di consorziarsi.
Ma entrambe le opzioni, stando alle parole pronunciate dai diretti interessati venerdì sera all’assemblea con i sindacati, sarebbero davvero remote. E nel caso in cui nessuno si facesse avanti o la trattative saltassero, il pacchetto delle farmacie comunali andrebbe a gara. Quindi, con ogni probabilità, nelle mani dei grandi gruppi del farmaco.
Scali non si sbilancia e fa capire che la situazione è delicatissima. «Il sindaco ci ha appena comunicato la decisione dell’amministrazione – dice col contagocce – il percorso è tutto ancora da approfondire. Intanto prendiamo atto della volontà di dismettere un settore che evidentemente non viene più considerato strategico».
«Molti Comuni – riprende – hanno manifestato la necessità di fare cassa, magari semiprivatizzando, ma qui si parla di vendita totale». Un caso unico in Toscana, stando a quanto riferiscono gli operatori. «Abbiamo appena iniziato a valutare i percorsi da seguire – fa sapere il direttore – quando si parla di consorzi, ad esempio, ci sono risvolti non chiari, da approfondire. Vediamo, poi, se ci sono i tempi tecnici...». Visto che il sindaco ha detto di voler chiudere la partita entro giugno. Dopo la discussione in giunta la proposta arriverà in commissione bilancio e quindi - forse addirittura entro il 27 aprile - in consiglio comunale.
Oggi, tra farmacisti e commessi, nelle nove strutture gestite da Fama.Li (che le ha ereditate da Liri) lavorano 57 persone: 53 assunte e 4 con contratto a tempo determinato. Dopo la convenzione firmata due anni fa tra il Comune e la Asl, le farmacie sono diventate una sorta di minipresidi socio sanitari dove è possibile prenotare le visite, ritirare le analisi, farsi misurare la pressione. Cosa accadrà ai servizi? «Dipende dal soggetto che sarà proprietario o socio di maggioranza – avverte Scali – in altri Comuni, in presenza di società a gestione mista, garantiscono gli stessi servizi. In caso diverso non credo sia possibile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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