Il Tirreno

Livorno

Idv, la tessera numero 1 sbatte la porta e se ne va

di Juna Goti

Bruno Lippi è stato uno dei fondatori del partito a Livorno: «Con questi vertici una deriva autoritaria». In circoscrizione 2 passerà al gruppo degli indipendenti

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LIVORNO. «Con questa lettera rendo nota la mia decisione di non rinnovare la mia iscrizione al partito dell'Italia dei Valori, di cui sono stato uno dei fondatori nella provincia di Livorno, tanto da avere la tessera numero uno». Firmato: Bruno Lippi, 77 anni, storico ambulante di piazza Cavallotti («rigorosamente al banco 102») ed eletto in circoscrizione 2 tra le file dipietriste. Si definisce un «comunista che vota Di Pietro» e senza falsa modestia sottolinea che «se nel 2003 a Livorno è nata la seconda sede Toscana di Idv, gran parte del merito è anche mio e di mia moglie Maria Grazia. Ci dimettiamo entrambi, perché vogliamo bene a Idv e non era per vedere questi risultati che ci siamo dati da fare...».

Così ecco che dopo la ribattezzata “secessione Toncelliana” - con 27 iscritti che a gennaio, dopo l’uscita di scena dell’ex sindaco Cristiano Toncelli, hanno annunciato le dimissioni - un altro pezzo da novanta, o meglio una delle memorie storiche, ha deciso di sbattere la porta.

Di motivi, come scrive lui stesso, ce ne sono parecchi. A partire dal «mancato rispetto dello statuto interno manifestato con la nomina di figure non previste, come il presidente provinciale». Il riferimento è all’ultimo congresso, che ha visto contrapporsi Luca Bogi (poi diventato segretario) e Benedetto Tuci (nominato presidente del coordinamento).

Ma alla base della frattura c’è soprattutto l’addio rifilato a Toncelli che in autunno, perso il sostegno del partito, ha rassegnato le dimissioni da vicesindaco. Al suo posto è arrivato Bogi, che però è stato subito “licenziato” dal sindaco dopo l’ennesima lite con i vertici dipietristi, soprattutto col capogruppo in Comune Andrea Romano.

«La vicenda che ha portato all'uscita di Toncelli – attacca oggi Lippi – è stata caratterizzata da un uso distorto delle regole e dal comportamento antidemocratico dei vertici». La «mancanza di coordinamento con gli eletti nelle circoscrizioni» sarebbe diventata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Lippi ha scritto al coordinamento provinciale per annunciare le proprie dimissioni, «ma sono stato ignorato». Allora ha comunicato la decisione a Roma. Nella lettera ricevuta dall’onorevole Ivan Rota ne ha avute anche per il segretario regionale Fabio Evangelisti che «essendo già parlamentare, secondo me non avrebbe dovuto candidarsi a coordinatore regionale: Idv ha sempre proclamato il no ai doppi incarichi...».

Tra Lippi e Romano, in particolare, non corre buon sangue. «Non mi è piaciuto il brindisi dopo il sequestro della discarica del Limoncino, bisogna saperci stare dentro una maggioranza». «Alcuni giorni fa – racconta – il capogruupo ha attaccato per l’ennesima volta il sindaco su Facebook: sono intervenuto anch’io e guarda caso è stato cancellato tutto».

Il coordinatore provinciale, Benedetto Tuci, risponde solo con una battuta: «Finché nel partito erano pochi intimi il confronto era più facile, ora è più difficile». E smentisce le voci secondo cui le iscrizioni sarebbero in picchiata: «Nel 2011 i tesserati a Livorno erano circa 140, ora siamo a un centinaio, ma dobbiamo arrivare a dicembre. Per strada si è perso qualcuno, ma vediamo molte facce nuove, alla fine il saldo sarà positivo».

«Resta il rammarico – chiude Lippi – di aver lavorato anni per creare una realtà aperta e trasparente, in grado di essere una forza di governo del territorio nell'interesse dei cittadini, ma di avere alla fine riscontrato che le dinamiche di potere hanno pervaso il partito, che ha subito una deriva autoritaria calpestando quegli stessi ideali che aveva giurato di difendere». Lippi lascerà Idv e in circoscrizione passerà al gruppo degli Indipendenti di sinistra.

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