Toscana
L’amore prevalga nella nostra vita
Giusti: «La resurrezione parte dalla conoscenza dell’afflizione»
LIVORNO. «La santa celebrazione della notte di Pasqua inizia alle porte di una chiesa buia, senza alcuna luce, quasi a voler imitare le donne di cui parla il Vangelo: Esse di buon mattino, quand’era ancora buio, andarono verso il sepolcro di Gesù. Fu l’affetto che le legava a quel maestro a spingerle verso quella tomba». Con queste parole, richiamando il Vangelo, il vescovo Simone Giusti inizia il suo messaggio di Pasqua rivolto alla città.
«Il loro cuore - prosegue il vescovo riferendosi alle donne - era profondamente triste e il loro animo ormai rassegnato; una pietra pesante, pesante come la morte, stava lì, con la sua freddezza e la sua mole, a separarle per sempre da quel maestro, da quell’amico che le aveva capite e le aveva salvate da una vita senza senso. Nessuna di loro lo aveva tradito e abbandonato, come invece avevano fatto i discepoli. Tuttavia anch’esse erano convinte che ormai non c’era più nulla da fare. Forse non sapevano che Gesù, come era vissuto da vivo così si comportava anche da morto: “Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”». Ma Gesù neppure da morto pensò a se stesso. «Gesù continua a scendere anche negli inferni di questo mondo, nei luoghi dimenticati del pianeta, la dove la vita e' come sotto terra, là dove gli uomini e le donne sono schiacciati dall’ingiustizia, dalla guerra, dall’oblio, dalla crudeltà, dalla morte violenta, ingiusta».
Da qui parte la risurrezione - dice Giusti - dalle tante tombe degli uomini, dai tanti luoghi di dolore e di afflizione. «Se non entriamo dentro le ferite che il male procura agli uomini, non potremo comprendere cos’è la resurrezione. Gesù e il “male” si sono affrontati in un estremo duello: ha vinto l'amore di Dio. Con la speranza che anche nella vostra vita sia sempre il bene a prevalere, vi auguro Buona Pasqua!».
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