Gioco
Black out al mercato commercianti infuriati
Niente elettricità dalle 10.45 alle 11.30. Bilance, affettatrici e casse fuori funzione L’Enel: colpa di un interruttore che si è guastato per il carico eccessivo
LIVORNO. D’improvviso ieri mattina il mercato centrale è tornato indietro di oltre un secolo, agli anni dei suoi albori, quando ancora si chiamava mercato delle vettovaglie e la lampadina elettrica era appena stata inventata. Niente corrente nella metà della struttura che si affaccia su via del Cardinale. Buio totale dietro ad ogni banco, pescherie, macellerie, pizzicagnoli, panettieri.
Un guasto nel giorno più importante dell’anno per i commercianti: il sabato vigilia di Pasqua. Un guasto nell’ora di punta per chi va a fare la spesa: dalle 10.45 alle 11.30. Un guasto che ha mandato su tutte le furie molti degli esercenti coinvolti. Ma che per fortuna si è risolto in meno di un’ora permettendo alle varie botteghe di riprendere l’attività che ieri era programmata non-stop fino a sera. Ma i clienti persi ormai erano persi.
A causare il blocco è stato lo scatto di un interruttore nella cabina di trasformazione della media e bassa tensione all’esterno del mercato. «Il tempo di far arrivare il nostro tecnico e il problema è stato sistemato - spiegano dalla Macro Area Centro Nord di Enel - Dal nostro centro operativo con un telecomando abbiamo la possibilità di risolvere molte questioni, ma in questo caso purtroppo si trattava di un’operazione semplice ma per forza manuale. E infatti è bastato che il tecnico arrivasse, sostituisse l’interruttore e l’energia è tornata». Il motivo del guasto? Secondo Enel un carico eccessivo oppure qualche postumo del maltempo di febbraio che può aver compromesso l’interruttore.
Fatto sta che alle 10.45 d’improvviso è stato buio. Ed è facile immaginare il caos che si creato: affettatrici ferme, bilance ferme, casse ferme. «E’ stata una fortuna che l’interruzione sia durata meno di un’ora. Altrimenti gli alimenti avrebbero subito dei danni e sarebbe stata una tragedia - commenta Valerio Chiesa dell’omonimo pastificio -. Noi abbiamo le bilance ad ago e usiamo ancora i vecchi taglierini. Per illuminare la bottega abbiamo usato delle candele e in qualche modo abbiamo risolto. Ma ad altri commercianti è andata peggio». Come ad Iva Stoppa della Pizzicheria Stoppa. «La vigilia di Pasqua è come la vigilia di Natale, sono i due giorni più importanti dell’anno e ci siamo trovati senza corrente - commenta infuriata -. Avevamo la fila davanti al negozio ma abbiamo dovuto fermarci perché non potevamo tagliare, pesare, vendere. Qualcuno deve rimborsarci il lavoro perso». Nel settore pesce la rabbia era simile, anche per il rischio di rovinare gli alimenti. Si è cercato di rimediare dandosi una mano e così chi aveva le bilance a batteria o ad aghi le ha fatte utilizzare per pesare gli acquisti fatti in altri banchi. Ma dove c’era da affettare o tritare la carne o semplicemente serviva l’illuminazione è stata dura. Soprattutto per la paura che dopo qualche minuto di buio si è sparsa che la corrente non tornasse più. Basti pensare a che cosa è successo dalla parrucchiera unisex Tirone, dove asciugacapelli, piastre e luci spente hanno interrotto il lavoro di chi si stava sistemando la piega o stava effettuando il taglio, facendo ritardare tutti gli appuntamenti della giornata. (g.c.)
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