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Livorno

Premi ai comunali: sedici contestazioni

Premi ai comunali: sedici contestazioni

Pesanti richiami sui compensi per decine di migliaia di euro anche ad alcuni dirigenti e dubbi sul bilancio

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LIVORNO. L’effetto immediato è stata la sospensione «in via cautelativa» dei premi per il personale e di alcuni progetti messi in piedi per gestire servizi straordinari, come il lavoro extra dei vigili urbani all’Armando Picchi quando gioca il Livorno. Ma nella relazione stilata dall’ispettore del ministero delle Finanze che in autunno si è aggirato tra i corridoi del Comune c’è molto più di qualche criticità sulle modalità di pagamento dei 300-400 euro annui che magari spettano ai quei dipendenti che ne guadagno poco più di mille al mese.

Il documento di cui siamo entrati in possesso (che accompagna una relazione di 115 pagine)è stato inviato dalla Ragioneria generale dello Stato al sindaco, alla Procura regionale della Corte dei conti, alla sezione regionale di controllo della Corte, al Collegio dei revisori dei conti del Comune, alla presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della funzione pubblica - ispettorato), alla prefettura, alla Regione e alla Procura generale della Corte dei conti. È stato protocollato in Comune il 5 marzo e riporta, in sintesi, le sedici «irregolarità e carenze» che l’ispettore inviato da Roma (a Livorno, come in altri Comuni italiani) ha riscontrato nel corso della verifica amministrativo-contabile eseguita dall’8 settembre al 7 ottobre. Intendiamoci: contestazioni, e non sentenze, che ora dovranno essere valutate dagli enti e dagli organi competenti.

Il periodo preso in esame è quello che va dal 2006 al 2011. Sotto la lente del ministero c’è il fondo di incentivi utilizzati per il cosiddetto trattamento accessorio al personale (circa 7 milioni di euro all’anno per 1200 dipendenti): si dice, ad esempio, che i soldi per coprire alcuni servizi speciali (come gli extra dei vigili allo stadio) non avrebbero dovuto essere presi da quel fondo (nel dettaglio dalla quota parte di 400mila euro che anno per anno si attiva in base al bilancio, al numero dei dipendenti e ad altre variabili ) proprio perché non da ritenersi speciali.

Ma c’è di più. Gli ispettori (come si può leggere nel documento a lato) contestano la gestione di alcune voci di bilancio, i criteri di promozione del personale e il trattamento riservato ad alcuni dirigenti. Si scrive, ad esempio, di «illegittima attribuzione di un compenso atipico, sotto forma di indennità di risultato, a un dirigente incaricato per un importo di 30mila euro» e di «indebita monetizzazione di ferie non godute dal personale di qualifica dirigenziale».

Ma forse il punto che farà più di discutere è quello che chiude la relazione riassuntiva: «Disallineamento delle partite di credito e debito reciproco tra il Comune e Asa Spa, con effetti potenzialmente negativi in termini di veridicità del bilancio e di consistenza del risultato d'amministrazione».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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