Il Tirreno

Livorno

LA REAZIONE DEI SINDACATI

«Noi non siamo parassiti pagati due volte per lavorare»

LIVORNO. «L’amministrazione comunale sostiene di essere a posto con la coscienza e con la legge, quindi non sospenda il progetti speciali e il pagamento dei lavoratori». Ieri pomeriggio i sindacati...

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LIVORNO. «L’amministrazione comunale sostiene di essere a posto con la coscienza e con la legge, quindi non sospenda il progetti speciali e il pagamento dei lavoratori». Ieri pomeriggio i sindacati che rappresentano le “truppe”, ovvero i dipendenti non dirigenti del Comune - Riccaro Saller (Csa Fials), Riccardo Martelloni (Diccap), Luca Conti (Uil), Fiorella Dal Canto (Cisl), Marisa Cecconi (Cgil) - si sono riuniti al piano terra di Palazzo Civico dove era in programma un’assemblea dei vigili urbani.

Sono almeno un’ottantina (su un totale di circa 200) i vigili che aderiscono al progetto stadio e che ogni domenica garantiscono la sicurezza intorno al Caprilli. Lavorano dall’inizio del campionato, ma saranno pagati solo alla fine, dopo il raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto. Cosa accadrà ora che è stato sospeso? «La specialità del progetto – controbattono i sindacati al ministero, rivendicando le contrattazioni fatte negli anni e la scelta di attingere dal fondo incentivi – sta nel fatto che la sicurezza pubblica è di competenza statale, non dell’amministrazione locale, che si è impegnata a dare una mano. Il progetto incentivante a cui si aderisce volontariamente costa un terzo (circa 4.50 euro l’ora) rispetto alla copertura con gli straordinari ed è necessario considerando gli organici già ridotti».

I sindacati, così come la Rsu, sono furiosi. «Riteniamo lesivo della dignità di tutti i lavoratori comunali essere dipinti come parassiti pagati due volte per fare il proprio lavoro».

«Non è colpa dei dipendenti pubblici – riprendono i sindacalisti – se una parte dei loro stipendi (bloccati da 5 anni e ri-bloccati per i prossimi 5) è stato tolta dalla paga tabellare (che è pensionabile, altra fregatura) ed è diventata incentivazione alla produttività. Una parte dei nostri modesti stipendi (buste paga dai 1.050 euro ai 1.300 per dipendenti con 30 anni di servizio) viene assegnata con questa formula. Sono quote individuali (quelle della produttività) che si aggirano sui 400 euro all'anno».

«Il nostro lavoro – chiudono – lo facciamo, e nella maggioranza dei casi molto bene. Anzi, benissimo, visto che siamo stati certificati (come nel caso dell'Ufficio tributi) con votazioni di eccellenza dagli utenti». Il progetto tributi, puntualizzano infine, «non rientra tra le forme incentivanti la produttività ma è un benefit previsto ex-lege e non comporta oneri per l'amministrazione in quanto è una piccolissima percentuale di una parte delle maggiori entrate».

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