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In mille per l’addio a Calderini Razzauti: dategli la Livornina
I funerali del presidente provinciale del Coni. Una folla che la chiesa non riusciva a contenere. L’appello del vicario per la città
Una folla composita di un migliaio di persone ha dato l’ultimo abbraccio a Gino Calderini, il presidente provinciale del Coni (e, in precedenza, dell’Uisp e della Coppa Barontini), che si è spento a 64 anni nel reparto di cure palliative. La chiesa grande dell’ospedale non ce l’ha fatta a contenere l’omaggio all’uomo che ha rappresentato il volto pulito dello sport nell’arco dell’ultimo quarto di secolo.
Il rito è stato officiato da monsignor Paolo Razzauti, vicario per la città e amico personale di Gino da tempo, insieme a don Placido Bevinetto e don Gustavo Riveiro. Razzauti ha proposto alle autorità di assegnare alla memoria di Calderini la “Livornina d’oro”, la massima onorificenza della città.
Nella chiesa hanno poi preso la parola il sindaco Alessandro Cosimi (“Gino era un uomo mite ma con il coraggio di grandi battaglie per costruire un mondo in cui fosse più bello vivere”), il presidente della Coppa Barontini Massimiliano Talini (“il mondo delle cantine nautiche alza i remi al cielo per renderti onore”) e il dirigente della giunta nazionale del Coni Marcello Marchioni (“con la sua gentilezza ironica e caparbia metteva sempre la faccia su quel che pensava fosse giusto fare per la sua gente”).
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