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Livorno

Ex Giolfo e Calcagno Rabbia e sconforto dei 40 senza lavoro

Ex Giolfo e Calcagno Rabbia e sconforto dei 40 senza lavoro

LIVORNO. Pubblichiamo di seguito il testo della lettera inviata dagli ex lavoratori della Giolfo e Calcagno al sindaco Cosimi, al presidente della Provincia Kutufà, agli assessori allo sviluppo ed...

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LIVORNO. Pubblichiamo di seguito il testo della lettera inviata dagli ex lavoratori della Giolfo e Calcagno al sindaco Cosimi, al presidente della Provincia Kutufà, agli assessori allo sviluppo ed alle varie Commissioni per il lavoro. Una lettera-appello particolarmente drammatica e coinvolgente, in cui sottolineano di essere stati abbandonati:

«Gli ex lavoratori della Giolfo e Calcagno vogliono con questa lettera ricordare a tutti Voi che alla fine del percorso non è stato fatto assolutamente niente di concreto per loro: ancora circa 40 persone si ritrovano ad oggi senza un lavoro e molti senza nessun ammortizzatore sociale; tra noi c'è che si è trovato costretto a vivere in un camper e chi purtroppo dalla disperazione è arrivato al punto di fare gesti inconsulti; il sito è lì nell'area portuale abbandonato a se stesso affogato nella steppaglia che a guardarlo fa venire voglia di piangere, i vari progetti sono rimasti sulla carta o ancor meglio nell'aria e gli ipotetici imprenditori interessati si sono dileguati .

Cosa ne sapete Voi di cosa voglia dire lottare tutti i santi giorni per la sopravvivenza, di fare i salti mortali per riuscire a pagare tutte le tasse che fra tutti siete solo buoni ad aumentare.

Ici, imu, addizionale comunale, regionale, bollette, iva ….. ma come dobbiamo fare ? Ditecelo voi come dobbiamo fare visto che ci avete sempre promesso impegno……

È vero si che la crisi è generale e che tante misure di Austerity sono state prese dal Governo, ma è anche vero che voi rappresentate qui a Livorno coloro che devono occuparsi del territorio e dei cittadini, è vero che dovreste adottare politiche per aiutare i cittadini, per tutelarli, a maggior ragione quando ci si ritiene "di sinistra".

Ci dovete spiegare perché le Aziende da Livorno 'scappano', perché nessuno vuole investire in questo territorio, perché non Vi preoccupate un po' del welfare, perché tendente a privatizzare e poi quando il privato se ne va lasciando i lavoratori senza futuro, Voi dite che nel privato ci potete fare ben poco!!!!!

In tre anni di tempo non siete stati capaci di reinserire una ed una sola persona nel mondo del lavoro: una politica programmata per reinserire al lavoro anche un solo lavoratore non è stata fatta.

Siamo abbandonati a noi stessi: cavoli nostri se non possiamo più pagare il mutuo e le banche ci levano le case, cavoli nostri se Equitalia ci viene a pignorare le cose perché non ce la facciamo a pagare le tasse, cavoli nostri se non possiamo garantire una vita dignitosa ai nostri figli …

Beh, ma se non vi decidete a preoccuparvi di queste problematiche dando più spazio al welfare e al pubblico (e non alle opere pubbliche "cattedrali nel deserto"), beh presto o tardi saranno anche cavoli Vostri. Con tanta rabbia».

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