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Nuovo blitz alle piscine, sospetti sulla stabilità

Nuovo blitz alle piscine, sospetti sulla stabilità

Collesalvetti: sopralluogo di carabinieri e periti della Procura al Centro sportivo chiuso dal 2009. Nel registro degli indagati anche l’ex sindaco Nista

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COLLESALVETTI. Due ore a camminare e fotografare tra le fondamenta e il tetto, evitando sporcizia e macerie. In sottofondo il rumore delle rane, uniche padrone di quella che doveva essere un avvenieristica Cittadella dello sport ed è diventata il centro di un’inchiesta che svelerebbe rapporti sospetti tra il mondo dell’artigianato e la vecchia amministrazione comunale di Collesalvetti.

L’obiettivo del sopralluogo effettuato ieri mattina dai carabinieri tra le 9,30 e le 11,30 al centro polifunzionale di via Armando Picchi aveva l’obiettivo di verificare, come disposto dal pubblico ministero Giuseppe Rizzo che coordina le indagini, quali materiale siano stati usati per la costruzione degli edifici e l’eventuale stabilità del complesso.

Il sospetto degli inquirenti, ed è per questo che sono stati nominati come consulenti due periti (un commercialista e un ingegnere), è che per risparmiare (sarebbe sparito un milione e mezzo di euro), la ditta costruttrice abbia impiegato materiali diversi da quelli messi in capitolato. In particolare per le pompe di aspirazione dell'acqua e l'impianto idraulico, ma ora si indaga anche su mura e pavimenti.

«Abbiamo acquisito diverso materiale fotografico ed eseguito campionamenti», confermano gli investigatori.

Nel registro degli indagati sono finite dieci persone: l'ex sindaco Nicola Nista, attuale assessore provinciale ad ambiente ed energia, e l'ex segretario comunale Riccardo Alonzo (ai due è contestato l'abuso d'ufficio), più otto imprenditori tra cui i vertici della Cna (accusati di truffa).

I fatti su cui si indaga risalgono al 2004. Una volta terminato il cantiere, la piscina è stata aperta per pochissimo tempo a causa di una gestione in affanno economico. Tanto che nell'aprile 2009 il privato è stato costretto a chiudere i battenti e da allora l'impianto è bloccato. Ora è in custodia giudiziale da parte del giudice fallimentare e il 18 di aprile andrà all’asta da una base di 1,9 milioni.

Secondo l'accusa, gli otto imprenditori in concorso fra loro, per la realizzazione delle piscine comunali di Collesalvetti si sarebbero fatti concedere un finanziamento di circa 4 milioni di euro, garantiti tramite fidejussione dal Comune, e poi avrebbero realizzato «un impianto incompleto con materiali scadenti del valore effettivo di circa 2,5 milioni euro». Questa condotta, secondo il magistrato, avrebbe determinato l’ingiusto profitto di circa 1,5 milioni, con grave danno per l'amministrazione comunale di Colle. Questo meccanismo sarebbe stato realizzato dagli imprenditori coinvolti nell'inchiesta attraverso una sovrafatturazione: le società, secondo l'accusa, avrebbero prodotto fatture per importi che sfiorano i 5 milioni. (f.l.)

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