Lutto
Il Moby Prince diventa un docufilm «Salva la memoria»
A ventuno anni dalla tragedia si rinnova l’appuntamento con le celebrazioni per ricordare le 140 vittime
LIVORNO. "Ventanni: storia privata del Moby Prince". È il titolo del docu-film, prodotto da Mediaxion e diretto da Francesco Sanna, che sarà presentato in anteprima nazionale ai 4 Mori martedì 10 aprile. In quella data, a distanza di 21 anni, la città torna a celebrare la dolorosa ricorrenza della tragedia del Moby Prince dove, nelle acque del porto livornese, persero la vita 140 persone.
Come ogni anno la giornata si articolerà in diversi appuntamenti: alle 10 la cerimonia in Comune, a seguire la messa in Duomo celebrata dal vescovo e, partendo dai 4 Mori per poi abbracciare tutto il centro, il corteo. La giornata di celebrazioni si chiuderà all'Andana degli Anelli con la lettura dei nomi delle vittime, la deposizione del cuscino di rose del Presidente della Repubblica e il lancio delle rose in mare. Sarà presente anche il Comune di Grosseto, in rappresentanza dell'isola del Giglio, che ha visto con i propri occhi la recente tragedia della Costa Concordia.
Quest'anno la giornata di celebrazioni sarà arricchita da una novità: ai 4 Mori (ore 15.30) sarà proiettato in anteprima nazionale il docu-film “Ventanni: storia privata del Moby Prince”. «Il film - spiega Loris Rispoli, presidente dell'associazione 140 - ripercorre le nostre storie, i nostri momenti di lotta, i nostri ventanni alla ricerca della verità e della giustizia per i nostri cari».
Nel docu-film figurano lo stesso Rispoli, il giovane Giacomo Sini (che al momento della tragedia in cui ha perso il padre aveva solo 2 anni), Angelo Chessa (figlio del comandante del Moby) e Mauro Filippeddu, che ha perso entrambi i genitori nel tragico avvenimento ma che fino allo scorso anno non se l'era sentita di prendere parte alle celebrazioni.
«Sulla vicenda del Moby Prince esistono molte opere - dice il regista - e questo docu-film si inserisce fra questi numerosi lavori per dare il proprio contributo». Racconta attraverso le voci dei protagonisti quanto accaduto nei ventanni successivi alla tragedia. Ponendo l'accento anche sulle “divisioni” che ci sono state fra i parenti: da una parte Loris che difende la memoria della vicenda e si unisce ad altre associazioni di familiari delle vittime di stragi italiane per un percorso comune di lotta, e dall'altra Angelo che cerca quella verità giudiziaria in grado di confutare la responsabilità del padre rispetto alla tragedia e consentirgli così di superarla emotivamente.
Tanti i soggetti che anche quest'anno porteranno il loro contributo alla memoria delle vittime: il teatro Goldoni (la serata del 19 aprile in teatro sarà consegnata una targa all'associazione 140), il gruppo Effetti Collaterali che il 14 e il 15 aprile porterà in scena in Fortezza Vecchia uno spettacolo proprio sul Moby Prince e l'artista Jacopo Da San Martino, la cui opera “Non viaggio” in memoria delle vittime sarà esposta in Municipio.
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