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Livorno

Ichino a Livorno: "La reazione di Confindustria come quella della sinistra"

di Giulio Corsi
Ichino a Livorno: "La reazione di Confindustria come quella della sinistra"

Il senatore del Pd, oggi a Livorno per una conferenza dibattito promossa dall'Associazione IdeaLi, moderata dal direttore del Tirreno Roberto Bernabò

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"La dura reazione di Confindustria al disegno di legge sulla riforma del lavoro corrisponde esattamente al moto in cui da sinistra si è respinta la prima versione del progetto Fornero". E' il commento di Pietro Ichino alle parole di Emma Marcegaglia, che aveva definito l'accordo sul mercato del lavoro una "mezza riforma".

Il senatore del Pd, oggi a Livorno per una conferenza dibattito promossa dall'Associazione IdeaLi alla sala Capraia della Camera di Commercio e moderata dal direttore del Tirreno Roberto Bernabò, ha difeso le mosse del governo Monti, lanciando stoccate alla vecchia politica e al suo "tacito protezionismo di centrodestra e di centrosinistra" e non ha risparmiato la sua critica verso gli industriali. "Fino a tre giorni fa - ha detto - Confindustria appoggiava fortemente il progetto Fornero, che da martedì a oggi ha subito solo una modesta modifica del meccanismo giuridico dell'articolo 18, che si esplicita in un aumento della discrezionalità dei giudici nella possibilità di scelta tra indennizzo e reintegro ma che non lo stravolge nei suoi grandi temi. Una modifica peraltro compensata col rinvio di un anno della norma per il contrasto alle collaborazioni autonome abusive. Devo dire che qualcosa non torna nelle reazioni: Confindustria ha visto che con quei toni e quello stile qualcosa si ottiene e ha pensato bene di cercare di strappare qualche miglioramento. Ma quest'atteggiamento corrisponde allo stile di un Paese dove la politica non fa bene il suo mestiere".

Per Ichino, incalzato da decine di domande di una sala colma, "il disegno di legge resta un passo avanti nella direzione giusta, verso un equilibrio del mercato del lavoro più equo, moderno ed efficiente, anche se negli ultimi giorni si è registrato un depotenziamento bilanciato, da una parte con la correzione che darà minor incisività alla voce licenziamenti, dall'altra con la dilazione di una norma decisiva sul precariato".

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