Gioco
Tassa di soggiorno ma non si sanno le cifre
Federalberghi e Confcommercio: nessuna comunicazione ufficiale alla vigilia dell’entrata in vigore
LIVORNO. «Il 18 aprile a Livorno debutta la tassa di soggiorno, ma ancora non conosciamo le tariffe ufficiali». A svelare il paradosso sono i rappresentanti locali e provinciali di Federalberghi-Confcommercio.
«Il consiglio comunale ha approvato il regolamento per l'imposta – spiega Alessio Schiano, coordinatore provinciale Confcommercio – ma agli albergatori mancano ancora tariffe definitive, comunicazioni, modulistica e così via». L'accusa dei responsabili delle strutture alberghiere è che la tassa sia stata approvata in fretta e furia in vista del Tan (che comincerà il 21 aprile), in un quadro di disorganizzazione. La tassa che graverà sui turisti che pernotteranno in città fa arrabbiare gli operatori anche per altri motivi. «Quando si parlò d'imposta di soggiorno, due anni e mezzo fa – ricorda Giovanni Guidi, presidente Federalberghi – eravamo in un momento diverso. Ora c'è una grave crisi. Il turismo è già in ginocchio, e in questo scenario anche un aumento considerato minimo può essere distruttivo».
In provincia c'è grande disomogeneità. «Nel 2011 – prosegue Guidi – abbiamo fatto una serie d'incontri con le amministrazioni per accordarci su tempi, periodi e tariffe. Poi, però, ogni comune ha fatto a modo suo».
A Livorno si comicia il 18 aprile, altri partiranno a maggio o a giugno. Variano anche le tariffe. Livorno dovrebbe rispettare l'idea "classica" (0,50 euro a stella, a persona, per notte), andando così da 0,50 euro per un albergo a una stella a 2,50 euro per un 5 stelle. A Bibbona, invece, si pagherà 1 euro anche per i 3 stelle. A Campiglia tassa fissa di 0,50 euro. Niente imposta per Collesalvetti e per i comuni dell'Elba e del grossetano. Queste differenze, secondo gli albergatori, scateneranno una «guerra tra poveri», con una pericolosa competizione tra territori.
«Per l'estate abbiamo prenotazioni fatte quando non era prevista l'imposta – dice Andrea De Donato, vicepresidente Federalberghi Livorno - come spieghiamo a una famiglia che dovrà pagare 40 o 50 euro in più per il soggiorno?». Gli albergatori temono un danno d'immagine. «Sappiamo che Livorno non è una città turistica ma di passaggio - riprende De Donato - per questo proponiamo offerte e prezzi ribassati per attrarre i turisti. Così la tassa diventa una follia».
Da ultimo, gli operatori chiedono più garanzie sulla destinazione dell'imposta. «Parlare d'investimento per scopi turistici è troppo vago - chiude Carlo Setti, direttore provinciale Confcommercio - vogliamo che parte degli introiti sia messa direttamente a disposizione delle proposte degli albergatori».
Giorgio Carlini
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