Gioco
È morto Gino Calderini, il volto dello sport livornese
Il presidente provinciale del Coni era ricoverato nel reparto cure palliative. Ha anche presieduto la Coppa Barontini
Il mondo dei vogatori “alza in alto i remi, verso il cielo, in tuo onore e ti salutano con grande affetto, stima e riconoscenza”. E’ così che il popolo del gare remiere fra rioni tributa l’ultimo omaggio a Gino Calderini, presidente prima dell’Uisp e poi del Coni, che si è spento a 64 anni nel reparto di cure palliative: lo fa a nome di tutti, Massimiliano Talini, presidente di quella Coppa Barontini che è stata rilanciata proprio dall’impegno di Calderini. LEGGI Il ricordo della Coppa Barontini
Una folla di atleti, amici, appassionati di sport, esponenti delle varie anime della sinistra è andata alla camera mortuaria dell’ospedale dove oggi il corpo di Gino Calderini è rimasto esposto. Domani mattina (sabato 7) è previsto l’ultimo saluto: alle 9,30 nella chiesa grande dell’ospedale, alle spalle della direzione, prima prenderanno la parola don Placido Bevinetto e monsignor Paolo Razzauti, ai quali faranno seguito le testimonianze di Massimiliano Talini (Comitato organizzatore Coppa Barontini), un esponente del Coni e il sindaco Alessandro Cosimi.
Calderini si era spento, dopo una lunga malattia, prima dell’alba nel reparto di cure palliative dell’ospedale di Livorno. Buon calciatore in gioventù, aveva dedicato la vita allo sport ma nelle vesti di organizzatore: per vent’anni aveva guidato prima la Uisp (a livello provinciale, quindi su scala regionale) e poi il Coni. La sua ultima battaglia era stata per costruire, come aveva detto in una intervista al Tirreno, una alleanza con il Mandela Forum che portasse alla riapertura del PalaLivorno.
LE ISTITUZIONI
“E’ stato un punto di riferimento morale per tutta la città”, ha sottolineato il sindaco Alessandro Cosimi, mentre visibilmente commosso ha dato al consiglio comunale in apertura la notizia della morte di Calderini: benché Calderini non abbia mai seduto nell’assemblea di Palazzo civico, tutto il consiglio ha fermato i lavori per un minuto di raccoglimento. “Era una persona amatissima dai livornesi per la sua semplicità, la sua storia, la sua integrità umana”.
Per il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà il ricordo di Calderini “sarà indissolubilmente legato alla figura di appassionato dirigente sportivo, che ha sempre creduto nel valore dello sport come crescita culturale della comunità”. E’ anche grazie al suo impegno, profuso in tanti anni di attività, che “nella nostra provincia la pratica sportiva si è sempre più diffusa ad ogni livello ed ad ogni età”. Il vicepresidente e assessore allo sport della Provincia, Fausto Bonsignori, ha aggiunto che “Gino Calderini è stato un dirigente sportivo di grandi capacità e di altrettanto grandi doti umane”. “La promozione dei valori dello sport e della correttezza sportiva, soprattutto fra i giovani – ha detto - sono sempre stati obiettivi fondamentali del suo operato, che ha svolto con grande passione e che certamente rimarrà nella memoria degli sportivi livornesi”.
Il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci ricorda che l’attività di Calderini “ha dato molto allo sport colligiano: porto la testimonianza di quel che ha fatto e dei benefici che ha portato alla nostra gente”.
LA POLITICA
La nostra città ha perso un vero uomo di sinistra , ma soprattutto uno spirito libero". Yari De Filicaia, segretario comunale del Pd ricorda il suo rapporto con Calderini: "L'ho conosciuto alcuni anni fa in occasione della Coppa Barontini. Mi colpì subito la positività con la quale affrontava le cose, anche nei momenti difficili. Un uomo che sapeva parlare di sport e di città, anzi legava lo sport alla città e al tessuto sociale con una visione complessiva delle cose. Ho avuto modo di parlare con Gino di moltissimi temi. Credo che Livorno abbia perso un altro pezzo importante della sua storia e del proprio futuro perchè Gino, nella speranza di essere portatore di memoria storica, guardava sempre al domani".
"Una grave perdita per Livorno, per la sinistra e per lo sport cittadino - scrive una nota di Sel -: aveva militato nel Pci ricoprendo anche incarichi istituzionali , interpretando sempre il suo ruolo nello spirito di quella politica che guarda agli interessi della comunità. Con questo spirito ha assunto l'incarico che ha ricoperto fino ad oggi. Gino vedeva lo sport come spazio di crescita , di socializzazione e sopratutto di acquisizione e consolidamento di valori di rispetto di se stessi e degli altri.
Lamberto Giannini (Sel), in consiglio comunale, ha ricordato “il modo straordinario con cui Gino sapeva mettere in comunicazioni mondi diversi come quello della pedagogia e quello dello sport: con i corsi per i genitori con figli che fanno sport, per gli allenatori”. Ma per dar conto della poliedricità umana di Gino ha ricordato quando partecipò a uno spettacolo “leggendo la Divina Commedia alla rovescia” mostrando in modo ironico e leggero “la sua capacità di andare oltre”.
Pasquale Lamberti, portavoce dell'Api, vede in Calderini "un grande uomo di sport ed una straordinaria persona, tutti noi apprendiamo con grande dolore della prematura scomparsa di Gino Calderini. Abbiamo avuto modo di apprezzare sempre la sua estrema correttezza ed il suo straordinario impegno civile, si tratta di una perdita incolmabile per la nostra città".
L’ASSOCIAZIONISMO
L'Arci interviene attraverso il presidente Marco Solimano: "Nella sua lunga carriera Calderini si è dedicato con incessante impegno alla promozione delle attività delle varie federazioni e società , collegandola in modo indissolubile con la dimensione educativa e sociale dello sport. Ciò ha fatto sì che Calderini diventasse un solido punto di riferimento nella nostra città per quanti si impegnano per il rafforzamento della coesione sociale e della qualità della vita, e che rappresentasse un importante esempio anche per la nostra Associazione. Ci uniamo al dolore della famiglia, degli amici e di tutti gli sportivi livornesi".
IL LAVORO
Cordoglio anche dall'Aamps: "L'azienda si stringe attorno ai familiari del compianto Gino Calderini, ricordando che per 35 anni, fino al pensionamento avvenuto nel 2005, è stato dipendente dell'azienda arrivando a ricoprire il ruolo di dirigente responsabile dei servizi".
GLI SPORTIVI
Anche il pugile Lenny Bottai ricorda Calderini come “una persona semplice, un amico dentro le istituzioni, un nemico delle complicazioni burocratiche e dei rapporti strutturati: una mosca bianca di cui andare fieri”. E, facendo appello allo “spirito dello stesso Gino”, cerca le parole per andare al di là di “chi, colpito dal dolore, ricorda la figura di un caro amico con tristezza”: vuol semmai “innalzare il ricordo di una persona splendida e dei suoi alti valori, perchè insegnino. Che serva ad abbracciarlo, a dirgli grazie, ed augurargli un viaggio in un mondo veramente degno della sua persona”. Lenny Bottai e la Spes Fortitude – aggiunge – “non sarebbero mai sopravvissute senza l'impegno e l'apporto di Gino, onnipresente negli incoraggiamenti e negli aiuti verso l'uomo e lo sportivo. Gino ha creduto in me quando forse nessuno lo avrebbe mai fatto, e anche non avessi raggiunto niente nello sport, so che sarebbe stato sempre orgoglioso e al mio fianco. Non dimenticherò mai quando ad una premiazione importante mi ha abbracciato e mi ha detto: "sono orgoglioso perchè mi sento che lo abbiamo vinto insieme, ci abbiamo creduto". Con Gino se ne va una parte di me sportivo, ma forse è anche sbagliato dire questo, perchè i suoi insegnamenti, il suo ricordo proseguirà in ogni mio gesto. Grazie Gino per quello che ci hai dato”.
E, sempre in ambito sportivo, un ricordo arriva da Carlo Chelli, della Nuoto Livorno: "Gino ci è sempre stato vicino, vicino nei momenti belli e vicino in quelli meno belli, vicino con i suoi consigli e vicino con i suoi punti di vista sui tanti argomenti che gli sottoponevamo. Andare a trovarlo in ufficio era un rituale confortante. Ci chiamava e ci diceva: “venite a trovarmi, facciamo due chiacchiere e mi aggiornate su tutto, programmi, progetti e risultati”. Mezz’ora, un’ora o quello che era, ma quando uscivamo portavamo con noi fuori dal Coni sempre qualche arricchimento, sempre qualche motivazione nuova, diversa e interessante. Con Gino abbiamo anche condiviso un percorso lungo ed articolato circa la possibilità di subentrare alla Livorno Sport, costituendo un gruppo di Società Sportive ed Enti di Promozione Sportiva, come gestori delle piscine livornesi. Un percorso che non è andato a buon fine nonostante ci si sia lavorato con impegno per qualche anno. Ma comunque un percorso “formativo” in tutti i sensi, sia per come si è sviluppato che per come è finito".
Dal presidente del centro provinciale Libertas Giovanni Giannone arriva, a nome di “tutti i dirigenti, tecnici e atleti”, il ricordo della condivisione di “momenti significativi della storia sportiva livornese” e della grande collaborazione “con l’unico vero scopo di diffondere la cultura dello sport con i suoi valori e la sua etica”.
“Domenica 15 nella manifestazione Vivicittà sarai ancora ionsieme a noi per continuare il tuo percorso da uomo di sport”: così lo ricorda il presidente dell’Uisp, Michele Barzagli, segnalando che è stato “un accanito sostenitore della politica dello sport per tutti”. Al pari di un innovatore come Missaglia che “lo avrebbe salutato con un “prendi le tue gambe e via alla tua velocità”
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