Il Tirreno

Livorno

Crisi in Comune, Sel prepara l’addio

di Alessandro Guarducci
Crisi in Comune, Sel prepara l’addio

Giannini resterà in maggioranza fino al voto sul bilancio, poi andrà nel gruppo misto. «Pd e Idv, battete un colpo se ci siete»

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LIVORNO. Dice bene il segretario di Sinistra Ecologia Libertà, Andrea Ghilarducci, quando sostiene che la . Dovrebbe però aggiungere che oggi, almeno a Palazzo Civico, è venuta meno anche la stessa alleanza tra i partiti. Non ci vuole molto per rendersene conto: l'Idv dice di sentirsi ancora parte della maggioranza, come se niente fosse successo nelle ultime settimane; il Pd, che ha ha dato pieno appoggio al sindaco nella decisione di revocare le deleghe al vicesindaco Luca Bogi, considera i dipietristi fuori dalla maggioranza; la lista civica Città Aperta, che pure ha contribuito con i suoi voti all'elezione di Alessandro Cosimi, non viene neppure invitata alle riunioni di maggioranza e nemmeno consultata; Sel insiste a ripetere che rimarrà in maggioranza a condizione che, oltre al Pd, ci sia l'Idv. In tutto questo intreccio, di quale maggioranza stiamo parlando? Di quella che non c'è più.

Ne ha dovuto prendere atto anche Sel - che pure continua disperatamente a cercare di ricucire lo strappo tra Pd e Idv - e le dimissioni di Lamberto Giannini da presidente della settima commissione sono una conseguenza di questo clima.

«Stiamo vivendo una situazione molto complicata - afferma il segretario di Sel, Andrea Ghelarducci - che non è più sopportabile: serve uno scatto propositivo da parte delle forze politiche che hanno vinto le elezioni , prima che sia troppo tardi. Perchè ricostruire sulle macerie potrebbe risultare molto difficile. Quello che è successo ieri (martedì, ndr) è sintomo di questo disagio. E allora noi sentiamo più forte che mai l’esigenza di voltare pagine, di uscire da questa crisi. Come? Per il presente e per il futuro vogliamo continuare a dare una prospettiva di governo nella coalizione di centrsoinistra, cercando elementi di convergenza con le forze di sinistra. Il quadro diu riferimento è quello di Toscana Democratica che sostiene il presidente Enrico Rossi. Per questo mi aspetto un segnale da parte di Pd e Idv: se ci sono, battano un colpo... In gioco c’è il destino della città. Noi ci impegneremo fino al 27 aprile, sperando di ricevere un segnale chiaro in questa direzione dai due nostri alleati . Ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità. Se così non sarà, subito dopo il voto sul bilancio prenderemo le nostre decisioni». Quali?Ad anticiparle è il capogruppo in consiglio Lamberto Giannini. «Il partito mi può chiedere tutto - afferma - ma non di restare in una maggioranza composta solo da Pd e Sel. Quindi, dopo il bilancio, se le cose dovessero restare così mi dimetterò o andrò nel gruppo misto. Farò quello che mi dirà il partito». Immediata la risposta di Ghelarducci, che conferma così di condividere la linea Giannini: «Non si dimetterà». Il che significa che entrerà nel gruppo misto, e ciò non può che presupporre l’uscita di Sel dalla coalizione di governo.

Giannini vuole anche chiarire la sua decisione di dimettersi:«Non è un disempegno, anzi. L’ho detto chiaramente ai lavoratori dell’ippodromo: ci sono margini per intervenire e lasciando questa carica, potrò sostenere meglio la loro causa. Qualcuno ritiene che avrei dovuto annunciare la decisione nella riunione di maggioranza, ma la documentazione dall’assessore l’ho ricevuta più tardi». E stasera, intanto, c’è il delicato passaggio sulla mozione a difesa dell’articolo 18 presentata proprio da Sel. Che farà il Pd?

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