Il Tirreno

Livorno

TECNO-BULLI SPESSO IMPUNITI

di CRISTIANA GRASSO

di CRISTIANA GRASSO Appostarsi fuori da una finestra, filmare un gruppo di atlete che fanno la doccia e poi diffondere il video: una catena di gesti carichi di una violenza moderna e una malizia...

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di CRISTIANA GRASSO

Appostarsi fuori da una finestra, filmare un gruppo di atlete che fanno la doccia e poi diffondere il video: una catena di gesti carichi di una violenza moderna e una malizia idiota che non si possono più giustificare con l’assolutorio “non sanno quello che fanno” e poveri giovani in balia di nuove tecnologie delle quali non conoscerebbero le potenzialità distruttive. Perché in realtà ragazzi e ragazze che ormai troppo spesso usano i telefonini come armi con cui far del male agli altri e far belli se stessi hanno piena consapevolezza, forse più degli adulti, di quanto disagio, imbarazzo, anche dolore, possono causare con le loro bravate. Forti quando si trovano dalla parte degli “aggressori”, deboli quando magari si ritrovano loro stessi al centro di chiacchiere, maldicenze e calunnie che le reti dei tempi nostri amplificano moltiplicandone gli effetti psicologici sulle vittime di turno. Sanno quello che fanno questi ragazzi e ragazze (per fortuna una minoranza) in età da scuola superiore che la voglia di mettersi in mostra trasforma in squallidi spioni, in calunniatori e persecutori su Facebook, in bulli tecnologici che tutti temono ma che spesso nessuno denuncia. Genitori e insegnanti certo avranno le loro colpe, così come la tv e la società troppo virtuale che confonde la realtà con la fiction. Ma già a 15 anni si è abbastanza grandi per distinguere una goliardata da un gesto odioso, un gioco da uno spregio. Basta volerlo.

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