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Razzauti-Bianchi, lite sul Consiglio prima di Pasqua "Convocazione vergognosa". "Parliamo di lavoro" La curia: auguriamo loro di fare qualcosa di utile...
Il vicario episcopale contesta la decisione di indire le sedute per giovedì e venerdì santo. "Rispettiamo tutte le religioni, perchè non il Cristianesimo?". Replica il presidente del Consiglio comunale: "Non abbiamo convocato una festa". La nota del vescovo di Livorno che non vuol esprimere considerazioni
Inopportuno convocare il Consiglio comunale durante la Settimana Santa, quella che precede la Pasqua. La convocazione dell'assemblea comunale è fissata per giovedì e venerdì e la decisione fa infuriare monsignor Paolo Razzauti, vicario episcopale per la città. "Per chi non lo sapesse è la settimana più importante dell’anno per i cristiani - scrive Razzauti - è possibile che non si rispetti ciò che fa parte della storia dell’umanità intera?". Simili decisioni sono una "vergogna", scrive don Razzauti nella sua lettera di vibrata protesta.
Poche ore dopo arriva la replica del presidente del Consiglio comunale, Enrico Bianchi. "Non abbiamo convocato una festa - scrive - spiace che Don Razzauti interpreti la convocazione come una mancanza di rispetto". "Nostra responsabilità - prosegue Bianchi - è trattare situazioni che riguardano i lavoratori in genere ed in particolare gli operai della ex Delphi e della Labronica Corse Cavalli".
Di seguito le due lettere integrali e l'intervento della Curia di Livorno che si inserisce nella polemica non esprimendo alcuna considerazione ma augurando ai consiglieri "ormai convocati che il clima di questi giorni che precedono la Pasqua li aiuti a varare provvedimenti davvero utili per il bene comune".
LA LETTERA DI MONSIGNOR RAZZAUTI
“Dai manifesti affissi in città sono venuto a conoscenza della convocazione del consiglio comunale per giovedì e venerdì prossimi (giovedì e venerdì della Settimana Santa). Per chi non lo sapesse la Settimana Santa è la settimana più importante dell’anno per i cristiani, durante la quale si celebra la memoria della passione, morte e risurrezione del Signore Gesù Cristo. Stiamo vivendo in un periodo nel quale si difendono i diritti delle “diversità” e di ogni religione ( ed è giusto per me). Ma è possibile che non si rispetti ciò che fa parte della storia dell’umanità intera? È possibile che i cristiani debbano rispettare sempre tutto e tutti, ma ormai non si rispetti niente o quasi niente dei valori cristiani? Chi mi conosce sa che non sono un “radicale delle mie idee” ma, anzi, spesso sono criticato per essere troppo aperto a tutti. Ma questa volta vorrei (mi piacerebbe) che tutti coloro che ho sempre difeso nei loro diritti si schierassero a difesa del rispetto di “giorni sacri” per i cristiani. La Chiesa Cattolica ha commesso e commette i suoi errori, molti vorrebbero che non “intervenisse”, e tutto ciò è anche discutibile, ma che la Chiesa Cattolica ed i cristiani siano “calpestati” anche da noi mi sembra troppo. Non perché debbano avere più diritti degli altri, ma perché debbono essere rispettati come gli altri. Mi ricordo che quando mio padre era consigliere comunale, una volta fu convocato il consiglio per il giovedì Santo, ma appena che fu fatto notare l’allora sindaco Raugi chiese scusa e rinviò il consiglio stesso. Mi sarebbe piaciuto che i consiglieri comunali che si dicono cristiani - conclude monsignor Razzauti - avessero elevato una simile protesta, ma forse anche loro si erano dimenticati. Comunque chiedo al presidente del consiglio comunale ed al sindaco di avere l’onestà ed il coraggio di rinviare queste sedute e nel caso di risposta negativa, invito i consiglieri che si dicono cristiani ad una disobbedienza di coscienza ed a non intervenire alle suddette sedute. Comunque resta sempre la vergogna di simili decisioni, quando si parla di rispetto di tutti”.
Mons. Paolo Razzauti, vicario episcopale per la Città
LA RISPOSTA DI ENRICO BIANCHI
“Convocando il Consiglio Comunale non abbiamo certo organizzato una festa e mi dispiace che Don Paolo Razzauti abbia interpretato la convocazione come una mancanza di rispetto nei confronti della Chiesa Cattolica. Il Consiglio Comunale viene convocato dal Presidente del Consiglio sentiti i Capigruppo ed il delegato del sindaco (Assessore Bruno Picchi) in relazione alla disponibilità di date ma soprattutto all’importanza degli argomenti da trattare. Compito dei Consiglieri Comunali è avere rispetto ed attenzione nei confronti dei problemi che riguardano i cittadini, del loro lavoro e della loro stato salute. La responsabilità che portiamo – a mio avviso – ci impone di trattare situazioni che riguardano i lavoratori in genere ed in particolare, come nel caso delle prossime sedute di Consiglio, gli operai della ex Delphi e della Labronica Corse Cavalli. Non ci è sembrato giusto far trascorrere la Pasqua a molte famiglie senza una doverosa attenzione ai loro problemi da parte di questa Amministrazione. Nel precedente mandato il consigliere Guastalla più volte richiese il rispetto delle festività ebraiche, e così è stato, ad eccezione di casi particolarmente urgenti che hanno richiesto ugualmente la convocazione del Consiglio. Ritengo che la fede del credente debba essere al servizio del bene comune. Mi sia consentito, per concludere, esporre la mia perplessità sul termine “vergogna” usato da Razzauti in merito alla nostra decisione: mi sembra che basta guardarsi in giro e motivi di vergogna sono ben altri! “
Enrico Bianchi, presidente del Consiglio Comunale
INTERVIENE IL VESCOVO DI LIVORNO
"In merito al dibattito sull'opportunità di tenere il Consiglio comunale il giovedì e il venerdì santo, la Curia di Livorno non esprime alcuna considerazione, ma piuttosto augura a tutti i consiglieri ormai convocati, che il clima di questi giorni che precedono la Pasqua, li aiuti a varare provvedimenti davvero utili per il bene comune, affinché per tutti, soprattutto per i più poveri, sia una vera Pasqua di Resurrezione".
Monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno
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