«Bellana, subito un tavolo»
Il “popolo delle barchette” alza la testa e chiede di essere coinvolto nel progetto di riorganizzazione della nautica minore. Il Consorzio nautico di Livorno scrive una lettera aperta a...
LIVORNO. Il “popolo delle barchette” alza la testa e chiede di essere coinvolto nel progetto di riorganizzazione della nautica minore. Il Consorzio nautico di Livorno scrive una lettera aperta a Comune e Autorità portuale per lanciare un allarme. E chiede che «il Comune convochi urgentemente un tavolo di concertazione fra le istituzioni: Comune, Autorità portale, Capitaneria e Consorzio nautico, che riunisce oltre il 90% della nautica minore». Il messaggio è chiaro: visto che il Consorzio difende gli interessi di circa tremila proprietari di barche non ha la minima intenzione di farsi da parte. Che il Consorzio prema per la realizzazione del porto turistico alla Bellana non è cosa nuova. «Abbiamo preoccupanti sensazioni - scrive Piero Mantellassi, presidente del Consorzio nautico - che la discussione sulla nautica da diporto minore, da localizzare alla Bellana, si svolga su due tavoli, quello dell’Autorità portuale e quello della Capitaneria di porto, senza coinvolgere direttamente il Comune. Escludere l’amministrazione ci sembrerebbe un’assurdità, visto che mediante il piano regolatore ha il compito e il dovere di stabilire i criteri del riassetto di tutta la città e quindi anche di questo settore». Insomma, secondo il Conzorzio «il Comune ha la necessità di riordinare l’ambito della nautica per risolvere i conflitti sociali che sono collegati ai posti barca, ha necessità di ridare navigabilità ai fossi, di promuovere la ristrutturazione di tante cantine per turistico e beneficio economico della città». Nella lettera-appello Mantellassi non ne parla, ma contattato commenta anche la proposta di Gallanti, presidente dell’Authority, di voler usare la Fortezza nuova a fini turistici. «È ovvio che per far questo - dice - bisogna spostare dai fossi le circa 500 barche presenti, che si sommano alle 700 del porto mediceo. Insomma la città ha bisogno di un totale di 1.200 posti barca». Tutti ormeggi che secondo il Consorzio nautico devono essere realizzati, e in tempi brevi, alla Bellana. «Sentiamo parlare di posti a terra - prosegue la lettera - e questo significa non conoscere il settore dal punto di vista sociale. Questa logica non è applicabile alla nostra città, dove ognuno la mattina decide se andare in barca». Il Consorzio non va tanto per il sottile e chiede di partecipare a un tavolo di concertazione urgente. «Essendo noi - conclude Mantellassi - i principali interessati e conoscitori dei problemi del settore».
(a.c.)
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