Gioco
«Quel lavoro è la mia vita e io non voglio perderlo»
«Sono in un periodo di assenza per malattia e, siccome si sono protratte un po’, ho timore di perdere quel posto di lavoro al quale tengo davvero molto perché significa così tanto per me».
LIVORNO. «Sono in un periodo di assenza per malattia e, siccome si sono protratte un po’, ho timore di perdere quel posto di lavoro al quale tengo davvero molto perché significa così tanto per me». A dirlo è G.S., «da tanti anni in cura presso un centro di salute mentale» e inserito in una impresa del settore marittimo-portuale (una azienda «nella quale mi trovo bene e che mi ha rassicurato riguardo al fatto che mi terranno»).
G.S. teme che lo sforzo di inserimento fatto fin qui e l’affiatamento creato con i compagni di lavoro possa essere all’improvviso vanificato. «Ho anche ricevuto la medaglia dei dieci anni in azienda, è una cosa che mi ha molto commosso», aggiunge («senza contare che se andassi a casa dovrei cavarmela con circa 270 euro al mese e non vedo come potrei fare»). Lo dice ricordando che «mio padre è stato uno degli operai che hanno occupato la Richard Ginori tanti anni fa per difendere il proprio posto di lavoro: mi emoziono al ricordo di quand’ero ragazzino e vedevo le riunioni di mio padre con i compagni di lavoro».
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