Sicurezza
Arrestati i rapinatori dell’ascensore
Derubavano le donne anziane: due fermati e tre denunce. La vittima veniva fermata con una banale scusa
LIVORNO. La coca cola come esca per agganciare le vittime e l’ascensore come location per neutralizzare la malcapitata di turno. È stata fermata dalla polizia e dalla municipale la banda che per due giorni ha terrorizzato le anziane rapinandole: quattro colpi messi a segno tra sabato sera e domenica mattina. In manette sono finiti uno spagnolo di 36 anni, Juan Daniel Felix, e la sua compagna Fatbradha Tatani, albanese di 30. Lo spagnolo è stato fermato con tre albanesi su una Peugeot (targa spagnola) in viale Carducci. Come accertato da vigili e polizia, a bordo della vettura c’era la collana appena rubata a una donna in via delle Margherite alla Rosa. Lo spagnolo è stato riconosciuto da due delle vittime e la sua descrizione - giovane, alto, con capelli scuri, pizzetto e maglione chiaro - coincide in tutti e quattro i casi. I tre albanesi sono stati indagati per ricettazione.
Il trucco della Coca Cola. Domenica mattina ci sono state due rapine ai danni di altrettante anziane. Il primo caso s’è verificato in via Gioberti alle 10.50 circa. Un’anziana di 82 anni stava camminando per la strada quando è stata avvicinata da un uomo, che ha finto di chiederle spiegazioni. Tuttavia, approfittando di un momento di distrazione di lei, il giovane le ha strappato la catenina dal collo e poi è scappato. Mezzora dopo, alle 11.30, nuovo agguato e sempre nello stesso quartiere, la Rosa. Una donna di 78 anni si trova in via delle Margherite quando viene avvicinata dal malvivente, che ha in mano una coca cola. Questi chiama l’anziana e poi adagia la lattina rossa accanto a lei, che si distrae nel guardare il gesto. Il rapinatore approfitta di quell’attimo in cui la donna gira lo sguardo per aggredirla e strapparle la collana. Poi vola via su un’auto, dove lo aspettano i complici. Ma in questo caso, qualcosa va storto: a pochi passi dal punto della rapina c’è un uomo che ha visto tutta la scena. Questi, con grande attenzione e lucidità, riesce a prendere nota della targa, del colore e del modello della vettura. E chiama subito il 113.
Caccia alla Peugeot amaranto. La sala operativa delle volanti, dal canto suo, si mette subito sulle tracce della Peugeot con targa spagnola e dirama le ricerche a tutte le forze di polizia. L’appello viene raccolto dai vigili urbani e, in pochi minuti, una pattuglia intercetta la vettura in questione in viale Carducci. La Peugeot arriva all’altezza di via del Vigna, dove fa inversione. Poi, giunta davanti all’incrocio di via Curtatone e Montanara, si ferma davanti alla pensione Gran Sasso (estranea ai fatti).
Il blitz. In azione in viale Carducci ci sono due auto di servizio della municipale. «Siamo riusciti a fermare le quattro persone che erano a bordo bloccando l’auto dai due lati - racconta Michela Pedini, ispettrice dei vigili - Poi li abbiamo identificati chiedendo loro i documenti: si tratta di uno spagnolo e di tre albanesi. Uno aveva ancora in mano la coca cola segnalata dalla vittima. Inoltre in auto, dietro l’autoradio, abbiamo trovato la collana di una dell’anziana appena rapinata». I vigili hanno quindi allertato la polizia, che è arrivata sul posto con gli agenti delle volanti.
Refurtiva nel beauty in camera. I poliziotti hanno perquisito le due stanze dove alloggiavano i quattro più la donna. Tutti e 5 sono arrivati in città venerdì da Genova. In una camera c’erano i tre albanesi, denunciati per ricettazione. Uno di loro è stato arrestato in quanto da clandestino, lo scorso novembre fu espulso. Tuttavia, non curante del provvedimento, è rientrato in Italia. Nell’altra invece stavano lo spagnolo e la sua compagna, un’albanese, che al momento del fermo non era in auto bensì in hotel. Nella camera della coppia la polizia ha trovato un beauty case nero, della ragazza albanese, con 4 catene e 3 orologi.
La refurtiva è stata riconsegnata alle vittime. Tuttavia sono “avanzati” una collana e due orologi. Ciò fa pensare agli investigatori che il gruppo abbia potuto commettere anche altri colpi. La polizia ora è al lavoro per capire se i l gruppetto è coinvolto anche in altre rapine. Alcune delle vittime aggredite sono dovute ricorrere alle cure mediche per le lesioni al collo e soprattutto per lo spavento. Uno dei colpi più efferati è successo sabato sera in via Grande dove la vittima è stata aggredita in ascensore. L’altra rapina invece c’è stata sempre sabato in viale Carducci.
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