Lutto
Colpo in banca, è caccia al basista
La polizia sulle tracce del terzo complice che faceva da palo durante l’agguato
LIVORNO. È caccia aperta al basista che ha aiutato i due rapinatori in azione mercoledì alla Cassa di risparmi di piazza Damiano Chiesa e arrestati in flagranza dagli agenti delle volanti. La polizia è sulle tracce di un terzo complice che l’altra mattina faceva da palo mentre gli altri due agivano all'interno dell'istituto di credito. L’uomo sarebbe stato visto da testimoni mentre si muoveva davanti alla porta. Il suo ruolo sarebbe stato quello di guidare l’auto per favorire la fuga dopo il colpo. La polizia infatti ha ritrovato una Punto nera parcheggiata in via Carega nei posti della sosta a spina di pesce, ma messa al contrario, con il muso in avanti. L’auto, dagli accertamenti degli investigatori, è poi risultata intestata alla ragazza di uno dei due banditi fermati.
Il terzo complice, secondo un'ipotesi investigativa, potrebbe essere un livornese. Lo fa pensare il fatto che i due uomini arrestati sono arrivati in città dal Torinese e molto probabilmente avevano bisogno di un appoggio in zona per potersi orientare al meglio. Al momento dell'arresto nella banca, i due - che hanno ammesso le proprie responsabilità - hanno detto alla polizia di non conoscere Livorno, di essere venuti in città per la prima volta e di aver scelto la banca “a caso”. Una versione che però non convince gli investigatori. La polizia intanto ha acquisito i filmati, da cui si vede chiaramente che i banditi, travisati e armati, costringono impiegati e clienti a mettersi in fila mentre loro prendono i soldi. La polizia non esclude che i due abbiano commesso altri colpi in città. (l.l.)
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