Il Tirreno

Livorno

«Vorrei ridurre l’Imu sulla prima casa»

di Alessandro Guarducci
«Vorrei ridurre l’Imu sulla prima casa»

Cosimi attende buone notizie dal governo per applicare l’aliquota del 5,2 per mille rispetto al 5,8 della bozza di giunta

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Potrebbe essere rivista la bozza del bilancio di previsione che era stata licenziata dalla giunta un paio di settimane fa e che è stata già oggetto di discussione con le associazioni di categoria, le forze politiche e le organizzazioni sindacali. Alessandro Cosimi, che è impegnato con l’Anci in una serrata trattativa con il Governo, spera infatti di poter ammorbidire l’aumento della pressione tributaria che comunque ci sarà nella manovra finanziaria del Comune, ma per far questo aspetta che le “promesse” si trasformino in realtà.

Per esempio, è da verificare se lo Stato confermerà l’impegno di non applicare l’Imu agli alloggi popolari (gestiti da Casalp, ma di proprietà del Comune): in ballo c’è un milione di euro. Poi c’è la questione dell’Imu sugli immobili comunali non utilizzati per fini istituzionali: se l’imposta non sarà applicata, il Comune risparmierà circa 300mila euro. Il governo, inoltre, potrebbe fare una modifica selettiva riguardante il patto di stabilità, escludendo dal computo le spesa per le scuole e per le emergenze (quest’anno, ad esempio, Livorno ha avuto a che fare con la neve). Variazioni sono possibili anche al così detto fondo di riequilibrio (più noto come Decreto Cancellieri), con la possibilità per gli enti locali di veder ridurre il taglio dei trasferimenti dello Stato.

«Se nel giro di due settimane queste ipotesi dovessero concretizzarsi - spiega il sindaco - saremmo in grado di migliorare le ricadute della manovra sui contribuenti». Il bilancio sarà portato all’esame del consiglio comunale il 27 aprile, quindi di tempo per correggere il carico tributario ce n’è. «Ho già chiesto di fare nuove simulazioni agli uffici finanziari - prosegue il sindaco - per valutare soprattutto l’ipotesi di ridurre l’aumento dell’aliquota sulla prima casa. Vedremo se sarà possibile ritoccare in meno qualcosa anche per quanto riguarda gli altri immobili, mentre per l’addizionale Irepf, che ricordo è ferma dal 2004, la rimodulazione per fasce di reddito risponde già alle esigenze di equità fiscale».

Il sindaco non lo dice, ma l’ipotesi a cui gli uffici stanno lavorando pare sia quella di fissare al 5,2 per mille l’Imu sull’abitazione principale. Nella bozza attuale, l’aliquota sulla prima casa è stata prevista invece al 5,8 per mille: decisamente superiore all’aliquota base del 4 per mille ma anche assai più bassa del tetto massimo che il governo Monti ha fissato al 7 per mille. La stangata si abbatterà invece su tutti gli altri immobili diversi dall’abitazione principale. Nella prima bozza di bilancio elaborata dall’ l’amministrazione, è stato infatti previsto di applicare l’aliquota massima del 10,6 per mille sulle abitazioni diverse da quella principale e sulle aree edificabili e quella del 9,6 agli immobili destinati ad attività commerciali e produttive (botteghe, capannoni, ristoranti, hotel, banche, uffici, etc.). Il che significa, in generale, un aumento significativo rispetto a quanto pagato fino all’anno scorso dai proprietari di questi immobili.

Tanto per fare alcuni esempi, un edificio categoria A10 (valore catastale medio di 2.282 euro) che l’anno scorso pagava 839 euro di Ici, quest’anno con l’applicazione del 9,6 per mille pagherebbe un’imposta di 1.840 euro. Il doppio, anzi di più.

Per quanto riguarda le seconde case, prendiamo come ipotesi un’abitazione categoria A2, civile abitazione, valore catastale medio di 91.600 euro: l’imposta pagata nel 2011 è stata di 1.148 euro: quest’anno salirebbe a 1.631 euro con l’Imu al 10,6 per mille.

Sono tutte ipotesi, lo ripetiamo, anche perchè la giunta comunale potrebbe modificare queste aliquote alla luce delle eventuali decisioni del Governo Monti. Certo è che la situazione sulle abitazioni diverse da quelle principali è quanto mai complicata: non va dimenticato che il 50% del gettito complessivo dell’Imu, è destinato a finire direttamente nelle casse dello Stato. «Aspettiamo di avere maggiori certezza - conclude il sindaco - per mettere a punto un bilancio che non gravi troppo, per quanto possibile, sui cittadini. Ma non dipende solo da noi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini