Sicurezza
«Mi hanno costretta a tradire»
«Caro dott. Cosci». Inizia così la lettera anonima che l’ex dirigente dell’Asl ha ricevuto alla fine di febbraio da una presunta infermiera
«Caro dotto Cosci». Inizia così la lettera anonima che l’ex dirigente dell’Asl ha ricevuto alla fine di febbraio e nella quale una presunta infermiera dell reparto di Assistenza domiciliare adombra un complotto ai danni dell’ex medico architettato per screditarlo. «Non scrivo io questa lettera – premette – mi capisce, perderei il lavoro. Ma le voglio chiedere scusa per quella famosa lettera, sono stata costretta a firmarla, e come me altre, m a stanno zitte, sempre per paura». Il riferimento all’interno della lettera nei confronti di chi avrebbe architettato la trappola è esplicito. Chi scrive racconta anche quello che è successo prima e di quello che era stato promesso a lei e alle sue colleghe. «Diceva che firmando cambiava tutto in meglio per noi, invece da quando lei non c’è più va tutto a rotoli. Non abbiamo una guida». Le righe che seguono, invece, descrivono la situazione attuale all’interno del reparto, le divisioni e i comportamenti di alcuni colleghi. «Se c’è un Dio – scrive la presunta infermiera concludendo – chi ha messo in piedi tutto questo pagherà, in bocca al lupo».
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