Il Tirreno

Livorno

Complotto contro l’ex primario Lettera anonima riapre il caso

di Federico Lazzotti
Complotto contro l’ex primario Lettera anonima riapre il caso

Fabrizio Cosci era il numero tre dell’Azienda e dirigeva l’assistenza domiciliare. Scaricato nel 2010 dopo la denuncia di alcune infermiere del reparto. A due anni di distanza pronto un nuovo esposto

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LIVORNO. Una ventina di righe, scritte con una penna blu, molto probabilmente da una mano femminile e spedite per posta alla fine di febbraio. Dentro una denuncia, tutt’altro che nascosta, che svelerebbe un complotto per far fuori dai vertici dall’Asl 6 Fabrizio Cosci, 60 anni, ex numero tre dell’Azienda: responsabile d’area e allo stesso tempo reggente dell’Assistenza domiciliare integrata fino all’ottobre 2010 quando, dopo tre mesi di guerra legale e amministrativa, non gli venne rinnovato l’incarico.

È da questa lettera anonima che i legali del medico sono convinti di poter riaprire l’inchiesta, archiviata due volte dalla giustizia ordinaria, presentando domani mattina un esposto-querela nel quale chiedono alla Procura di cercare conferme in quello che viene sostenuto nella lettera: io come altre – è il senso – abbiamo firmato per paura e con la promessa che le cose sarebbero migliorate, invece da quel giorno sono peggiorate.

«Speriamo che il magistrato che riceverà l’incartamento – spiega l’avvocato Andrea Morini, legale dell’ex dirigente – ascolti le infermiere (sono tredici ndr) che hanno firmato la lettera con la quale è iniziato il procedimento disciplinare per verificare il contenuto della denuncia. La nuova ipotesi di reato? Spetta al sostituto procuratore che seguirà la vicenda fare queste valutazioni giuridiche ma credo che ci siano gli estremi per aprire un fascicolo per diffamazione o abuso d’ufficio».

La lettera denuncia. I tre mesi che hanno cambiato per sempre la vita di Fabrizio Cosci, allora in lizza per il posto di presidente della Società della Salute e ora tornato a fare il semplice medico generico, iniziano la mattina del 13 luglio 2010 quando tredici infermiere firmano una lettera indirizzata al direttore l’Asl nella quale accusano il loro responsabile. Parlano di «crescente disagio sia sul piano professionale che umano», a causa – specificano – «non del carico di lavoro ma dei rapporti tra Cosci e il personale infermieristico».

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