Lutto
Ultimatum per De Tomaso «I soldi prima di Pasqua»
Cassa integrazione, incontro ok tra sindacati e Inps: «Ora aspettiamo il decreto» Indiscrezioni su un esposto per distrazione di fondi pubblici: risponde Rossignolo
LIVORNO. I sindacati ora aspettano che l’azienda rispetti l’impegno preso due giorni fa al tavolo romano: se dopodomani la De Tomaso presenterà - come promesso - la domanda di cassa integrazione per crisi e il ministero attiverà immediatamente il relativo decreto (per le pratiche tecniche servono un paio di giorni), entro la metà della prossima settimana o al massimo subito dopo Pasqua i 140 operai ex Delphi (più i circa 900 lavoratori dello stabilimento di Grugliasco, a Torino) potranno riscuotere gli ammortizzatori sociali di gennaio e febbraio.
È quanto emerso ieri mattina dopo l’incontro tra i rappresentanti dei metalmeccanici livornesi e la direzione provinciale dell’Inps. «Abbiamo riscontrato la sensibilità della direzione dell’Inps rispetto alla drammatica situazione sociale che si è venuta a creare», ripete Enrico Pedini (Fiom), ricordando che i lavoratori non riscuotono un euro da gennaio».
«La direzione – continua – ci ha garantito che utilizzerà tutti gli strumenti per dare i soldi arretrati nel più breve tempo possibile. Se il ministero firmerà il decreto all’inizio della prossima settimana i lavoratori potranno riscuotere la cassa di gennaio e febbraio già a metà settimana o al massimo subito dopo Pasqua».
Pedini non vuole neppure pensare all’eventualità che l’azienda, all’inizio della prossima settimana, non presenti la richiesta di cassa integrazione per crisi: «Si assumerebbe una grandissima responsabilità, non riusciremmo più a garantire l’ordine pubblico. Confidiamo nell’intelligenza dell’imprenditore...».
Tutto mentre a Roma si è sparsa la voce di esposto del ministero dello Sviluppo Economico per distrazione di fondi pubblici da parte della De Tomaso. Da Torino Gianluca Rossignolo controbatte che «tutti i finanziamenti pubblici sono regolarmente rendicontati, i soldi sono stati utilizzati allo scopo per cui erano stati concessi».
«Dei 19 milioni su 27 concessi dalla Commissione Europea e dal ministero per i corsi di formazione - dice - ne abbiamo utilizzati 7,6. Il rendiconto è terminato e sarà presentato quando potremo ripartire. L’azienda ha dovuto anticipare i soldi arrivati in ritardo e per questo i corsi sono durati solo due mesi». Quanto all’investitore cinese che sarebbe interessato a investire nella De Tomaso, di cui al momento non ci sono tracce visibili, Rossignolo afferma che «ci sono impegni scritti, aspettiamo che siano mantenuti. Non dipende da noi. Sembra che sia prassi delle aziende cinesi non essere puntuali sulle date».
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