Il Tirreno

Livorno

Scontrini non emessi, chiusi otto negozi

di Lara Loreti
Scontrini non emessi, chiusi otto negozi

Controlli mirati della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate ai banchi del mercato, nei bar e nei ristoranti

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LIVORNO. Tempi duri per i negozianti del mercato. In questi giorni i militari della guardia di finanza hanno sigillato un negozio cinese che ha sede sotto le logge di via Buontalenti. Mentre la prossima settimana, da martedì a giovedì, chiuderà in banco di merceria di Renzo Bueno. In tutto sono otto le attività commerciali chiuse dalle fiamme gialle nel primo trimestre di quest’anno. Si tratta di banchi del mercato, negozi, bar, ristoranti e locali. Una bella media, che sfiora le tre chiusure al mese. Un dato che è in linea con quello dello scorso anno: 7.300 controlli nel settore dell’emissione di scontrini e ricevute fiscali, di cui oltre 2.400 si sono conclusi con verbali. Il che vuol dire che nel nostro territorio provinciale un soggetto controllato su tre è stato sorpreso dai finanzieri a non emettere il documento fiscale al momento della vendita. La speranza dei tutori del fisco è che il trend cambi. Ma l’inizio “scoppiettante” del 2012 non fa ben sperare.

Il negozio di oggettistica gestito da cinesi è tuttora chiuso, come mostra il sigillo firmato dalla Guardia di finanza apposto sulla saracinesca. All’inizio dell’anno sempre al mercato era stata la volta di Gagarin e la prossima settimana toccherà alla merceria. Sigilli anche a locali. Come spiegano gli esperti, i controlli degli addetti dell’Agenzia delle entrate e delle fiamme gialle sono capillari e mirati, e si concentrano maggiormente al mercato centrale di via Buontalenti perché, soprattutto la mattina, c’è più gente e molto più movimento. Man mano che si avvicina il weekend, l’attenzione si concentra in altri tipi di negozi a seconda delle fasce orarie. Nel pomeriggio sono maggiormente presi di mira negozi di parrucchiere e barbieri, la sera bar e locali affollati per l’aperitivo, e più tardi ristoranti e pizzerie.

La multa nei confronti dei commercianti scatta al quarto scontrino non emesso, nel corso dei controlli della finanza, nell’arco massimo di un quinquennio. Il provvedimento previsto dalla legge è la sospensione della licenza per un periodo da tre giorni a un mese. I negozianti pizzicati devono pagare la somma evasa con l’Iva. Tuttavia, in ogni caso la sanzione non può essere inferiore a 516 euro, fino a un massimo di poco più di 2mila euro.

Per chi evade importi superiori a 50mila euro, il periodo di chiusura sale a un periodo che varia da uno a sei mesi. In città, nella stragrande maggioranza dei casi, gli importi evasi negli scontrini fiscali sono di poche decine di euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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